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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Si è spento Flavio Carboni, il faccendiere fu truffato da Giulio Lolli nell'affaire Rimini Yacht

Il motoscafo da 2 milioni di euro acquistato dall'uomo al centro dei misteri italiani usato dal patron della Rimini Yacht per fuggire in Libia

E' morto a Roma Flavio Carboni, sarebbe stato colpito da un infarto nella notte, aveva compiuto 90 anni da pochi giorni, lo riferisce un'agenzia dell'Adnkronos. Dal crack del Banco Ambrosiano all'omicidio di Roberto Calvi, fatti per i quali è stato assolto in via definitiva, Carboni era stato tirato in ballo in tutti i principali grandi gialli italiani, con alcuni dei quali però - come la Loggia P2 - aveva sempre negato di avere a che fare: "Non ho mai conosciuto Gelli, non ho mai fatto parte della P2". Anzi, "non ho mai fatto parte della massoneria in generale. Che poi abbia conosciuto tanti personaggi di primissimo piano - come tutti a quell'epoca del resto - che potessero avere simpatie o aderire a logge è un'altra storia".

Carboni fu anche al centro della vicenda di Rimini Yacht quando venne truffato dal patron dell'azienda Giulio Lolli. Il faccendiere aveva acquistato dall'imprenditore uno motoscafo Bertram da 2 milioni di euro che, però, non era mai stato consegnato. Il "Leon", questo il nome della barca, era poi servito a Lolli nella sua fuga dall'Italia alla volta della Libia dove era stata ribattezzata "Buka El Areibi". Il Bertram, ormeggiato nella darsena di Rimini, era poi servito al patron della Rimini Yacht per garantire alle milizie di Bengasi i rifornimenti di armi; approvvigionamenti che via mare, non essendo sicuro il trasporto via terra, dovevano giungere da Misurata.

Le indagini sull'imprenditore originario di Bertinoro, attualmente in attesa di giudizio con le accuse di terrorismo e di traffico di armi davanti all'autorità giudiziaria romana dopo essere stato estradato dalla Libia dove era stato condannato all'ergastolo per terrorismo e fiancheggiamento di un gruppo estremista separatista, avevano avuto origine da due controlli effettuati in acque internazionali, tra maggio e giugno 2017, al largo dello Stato nordafricano da parte di navi della "Operazione Sophia" della Marina Militare durante le quali erano state trovate armi da guerra, inclusi lanciarazzi e mine anticarro. Per il fallimento della Rimini Yacht la Corte di Appello di Bologna, nel febbraio del 2021, ha confermato la pena di quattro anni e sei mesi per Lolli. Il tribunale di Rimini lo aveva assolto dall'accusa di estorsione, dichiarando prescritti altri reati come falso e truffa e lo aveva giudicato responsabile per associazione a delinquere.

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