Si spegne il Tutor anche nel tratto riminese dell'autostrada A14

Dopo aver condannato Autostrade per contraffazione del brevetto, il tribunale ha rigettato anche il ricorso per la sospensione dell’esecutività della sentenza

Come in tutta Italia, anche nel tratto riminese dell'A14 il Tutor, il sistema elettronico che controlla la velocità dei veicoli e fa scattare le sanzioni in caso di superamento dei limiti, verrà disattivato. Sono le conseguenze della sentenza emessa ad aprile dalla Corte d'Appello di Roma che aveva condannato Autostrade per l'Italia per contraffazione del brevetto dei tutor di cui è titolare un’azienda di Greve in Chianti (Firenze), la Craft. Nelle scorse ore infatti i giudici hanno respinto anche il ricorso presentato da Autostrade che chiedeva almeno  la sospensione dell’esecutività della sentenza di condanna in attesa della definizione di un ulteriore ricorso in Cassazione, dando il via libera quindi allo stop immediato del sistema.

La Corte d’Appello di Roma in effetti non solo aveva condannato Autostrade per l’Italia per “contraffazione del brevetto” ma contemporaneamente aveva anche ordinato di fermare e quindi rimuovere tutte le attrezzature esistenti. In realtà i tempi della dimissione non sono stati comunicati e mancano documenti che attestino lo stop definitivo, ma la sentenza è di immediata applicazione e quindi il famoso Tutor che ha rivoluzionato il controllo elettronico di velocità sulle autostrade, calcolando la velocità media dei mezzi fra una porta e l'altra, non può più funzionare. Nella sentenza la Sezione specializzata in materia di impresa della Corte d’appello di Roma ha respinto entrambi i punti a difesa di Aspi, che controlla il sistema per contro di Autostrade: vale a dire la sicurezza stradale e l'irreparabilità del danno che la distruzione del sistema comporterebbe.

Secondo i giudici infatti la sicurezza stradale è compito dello stato e non di una società mentre l'irreparabilità non è accertata perché basta riprogrammare il software e non distruggere fisicamente gli impianti esistenti. A favore di Autostrade invece la decisione di respingere la richiesta Craft di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica per avviare un’indagine per il reato di contraffazione. Per i  giudici infatti non si può al momento accertare se esistano i presupposti per questo reato a causa delle "contrastanti decisioni succedutesi nei vari gradi di giudizio" di questo contenzioso che va avanti da una decina d’anni.

"Ma i controlli continueranno", assicurano Autostrade per l'Italia e Polizia stradale, che stanno lavorando ad un nuovo sistema sperimentale da mettere in campo. Niente più Tutor, dunque, ma non significa via libera con acceleratore a manetta sulle autostrade, assicurano Autostrade per l'Italia e Polstrada che "continueranno, ciascuna per gli obblighi specificamente loro imposti dalla legge, ad avere cura della sicurezza e della incolumità dei cittadini che viaggiano in autostrada". Entrambe, poi, stanno lavorando per l'attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe PM, approvato con provvedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti numero 3338 del 31 maggio 2017. La sentenza preoccupa però l'Asaps-Associazione sostenitori Polstrada. Con i Tutor, lamenta, "rischia di spegnersi anche il livello della sicurezza stradale".

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