"Siamo state sfruttate e maltrattate", l'odissea di due lavoratrici stagionali

Il racconto di Antonella e Maurizia costrette a turni massacranti nelle strutture ricettive di Torre Pedrera

L'obiettivo di venire a lavorare in Riviera, come cameriere in un hotel, si è trasformato in un'odissea per Antonella Sclafani, 37 anni, e Maurizia Rosi, 38 anni, che, secondo il loro racconto, sono state sfruttate e maltrattate dal titolare della struttura ricettiva. "Tutto è iniziato alla fine di giugno - spiega Antonella - quando ci siamo rivolte a un'agenzia di Milano che cercava personale per la stagione estiva a Rimini. Si trattava di una cooperativa che forniva i lavoratori alle strutture ricettive e, in tutta fretta, ci hanno confermato l'assunzione a partire dal 30 giugno con l'obbligo di presentarci il giorno prima presso l'hotel di Torre Pedrera. Ci siamo mosse e, alla sera, siamo arrivate in quello che doveva essere il nostro posto di lavoro come camerire di sala e ai piani. Qui ci siamo presentate al titolare il quale, all'inizio, sembrava all'oscuro del nostro arrivo lamentandosi, inoltre, che eravamo arrivate troppo tardi".

"Dopo averci assegnato le camere, come da accordi, abbiamo capito che, in realtà si trattava di 3 strutture ricettive, tutte della stessa prorprietà, dove avremmo dovuto fare i lavori più disparati - continua Maurizia. - Oltre a rassettare le camere, dovevamo anche dare una mano in cucina a lavare i piatti, fare dei lavori di manutenzione e anche di giardinaggio. Il tutto per 15 ore al giorno nonostante, secondo il contratto e come ci era stato detto dall'agenzia, i turni erano di 6 ore e 40 e avremmo anche avuto mezza giornata libera alla settimana".

"Una situazione insistenibile - prosegue Antonella - anche perchè nonostante ci avessero garantito vitto e alloggio, ci lesinavano il mangiare ed eravamo costretta a dormire in delle topaie nel sottotetto. Tra l'altro, una volta iniziato a lavorare, non ci è mai arrivato il contratto di lavoro. Il documento ci è stato inviato via mail solo dopo che avevamo deciso di andarcene. Infatti, dopo 21 giorni di lavoro a 15 ore al giorno per 1200 euro, abbiamo deciso di dare le dimissioni ma è a questo punto che, il titolare, si è trasformato in una furia. L'uomo ha iniziato ad insultarmi pesantemente e mi ha anche strattonata tanto che ho chiamato i carabinieri e l'ho querelato".

Il fatto di aver lasciato il lavoro per le due ragazze, residenti a Porto Santo Stefano, ha significanto anche perdere l'alloggio rimanendo in una città sconosciuta e dovendo pagarsi un letto. E' per questo motivo che Antonella e Maurizia si sono rivolte all'Adl Cobas per denunciare la loro situazione. Al momento, il sindacato ha provato ad avviare una trattazione con l'agenzia che ha trovato il lavoro ad Antonella Sclafani e Maurizia Rosi, dove si chiede oltre al pagamento dello stipendio pattuito quello degli straordinari e del giorno di riposo non goduto. Allo stesso tempo l'onorevole Paglia, di Sinistra Italiana, ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Poletti in cui si chiede maggiori tutele per i lavoratori stagionali.

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