Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

"Siamo tutte Olga", alla fiaccolata contro il femminicidio chiedono pene più severe

Oltre 200 persone in corteo a Riccione dopo la decisione della Corte d'Appello di ridurre la pena all'assassino

Oltre 200 le persone che, nella serata di venerdì, si sono ritrovate in piazzale Roma a Riccione per sfilare in ricordo di Olga Matei, la donna vittima di un femminicidio, e per chiedere pene più severe dopo la riduzione della pena dell'assassino della donna 46enne residente nella Perla Verde. A scatenare l'indignazione popolare è stata la decisione dei giudici della Corte d'Appello che hanno ridotto la pena, da 30 a 16 anni, a Michele Castaldo reo confesso dell'omicidio. "Siamo tutte Olga" hanno dichiarato le promotrici della fiaccolata, che ha attraversato in silenzio le strade di Riccione fino al palazzo del Turismo. Allo stesso tempo, però, hanno rimarcato il loro dissenso per la decisione dei giudici sulla riduzione della pena. "Una condanna a 16 anni è poco per un omicidio - hanno spiegato - ma allo stesso tempo forse sono pochi anche 30 anni".

A Castaldo, che lo scorso lunedì ha tentato il suicidio nella sua cella all'interno del penitenziario di Ferrara sono state infatti concesse le attenuanti generiche anche perché l'uomo era in preda a quella che è stata definita una 'tempesta emotiva'. L'ufficio giudiziario guidato dal pg Ignazio De Francisci chiederà così alla Suprema Corte di valutare la correttezza dei principi espressi. Il presidente della Corte di appello di Bologna Giuseppe Colonna ha spiegato che "La gelosia non è stata considerata motivo di attenuazione del trattamento, anzi, al contrario, motivo di aggravamento in quanto integrante l'aggravante dell'avere agito per motivi abietti-futili, e ciò con ampia e convinta motivazione, che occupa due pagine fitte di motivazione".

Il femminicidio di Olga Matei
 

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