Siccità, il conto è salatissimo: danni per 8 milioni di euro

Otto milioni di euro. Questo, all’incirca, il danno economico subito dalle aziende agricole della provincia di Rimini a causa della lunga estate siccitosa appena trascorsa

Otto milioni di euro. Questo, all’incirca, il danno economico subito dalle aziende agricole della provincia di Rimini a causa della lunga estate siccitosa appena trascorsa. Gli accertamenti tecnico/economici effettuati dal Servizio Provinciale Agricoltura, hanno delimitato un’area di oltre 19mila ettari di superficie agricola utile (Sau) - pari a circa il 55% dell’intera Sau provinciale - danneggiati dalla siccità. L’area sostanzialmente comprende tutti i territori collinari della provincia e alcune aree pianeggianti delle conoidi fluviali del Marecchia e del Conca. Sono 17 i territori comunali - di cui 12 delimitati per intero e 5 in parte - dove le coltivazioni hanno sofferto maggiormente i lunghi periodi siccitosi. In tali aree non sono presenti risorse idriche consistenti e solo un numero contenuto di aziende agricole ha potuto effettuare irrigazioni di soccorso prelevando dai laghetti alimentati da acque superficiali o dai bacini idrografici dei fiumi Marecchia e Conca.

“La Provincia di Rimini, insieme all’Unione Comuni Valle del Marecchia – ha spiegato l’Assessore Provinciale all’Agricoltura, Juri Magrini -, ha trasmesso oggi (16 ottobre) alla Regione Emilia-Romagna la documentazione tecnica per la richiesta d’attivazione degli interventi a favore delle aziende agricole che hanno subito danni alle produzioni a seguito dell’andamento siccitoso dell’estate appena terminata”.

“Dopo le abbondanti nevicate di febbraio, sul territorio provinciale come nel resto dell’Emilia-Romagna - ha proseguito Magrini -, si sono registrate temperature quasi costantemente al di sopra della norma e scarsità di precipitazioni, che hanno causato, in particolare dalla seconda metà del mese di giugno (quando al regime di precipitazioni molto scarse si è sommata un’intensa ondata di caldo) fino alla fine di agosto, ingenti danni alle produzioni agricole, soprattutto nelle aree collinari, dove non è possibile disporre di irrigazione. Le coltivazioni che hanno risentito maggiormente del deficit idrico, sono soprattutto quelle la cui raccolta si è concentrata tra luglio e settembre, in particolare le colture portaseme (cipolla, bietola, ravanello e carota da seme), i cereali primaverili/estivi (sorgo, mais), le foraggere, le colture industriali (girasole, pomodoro da industria) e i vigneti”.

La legge (Decreto Legislativo 102/2004, modificato dal DLgs. 82/2008) prevede aiuti destinati alla ripresa dell’attività produttiva agricola: contributi in conto capitale, prestiti ad ammortamento quinquennale, agevolazioni previdenziali. Per poter accedere a tali aiuti, la richiesta di riconoscimento di eccezionalità della siccità deve riguardare un’area dove i danni accertati siano risultati superiori al 30% della produzione lorda vendibile (Plv) ordinaria della stessa zona.

La Regione ha ora il compito di approvare tale delimitazione e richiedere al Ministero dell’Agricoltura il relativo riconoscimento, con pubblicazione del Decreto di declaratoria sulla Gazzetta Ufficiale. Essendo la siccità un evento atmosferico assicurabile da parte delle aziende agricole, attraverso le forme agevolate previste dal Piano Assicurativo Nazionale (Pan), occorre, però, che il Ministero accolga anche la richiesta di deroga della Regione Emilia-Romagna al Pan stesso, motivata in provincia di Rimini dal fatto che le aziende agricole non sono state in grado, se non parzialmente, di assicurarsi in modo soddisfacente. Infatti, come dichiarato dai Consorzi di difesa che stipulano i contratti agevolati con le compagnie assicurative, adeguati strumenti assicurativi sono stati resi disponibili solo in prossimità della chiusura della campagna assicurativa 2012.

“Un cenno particolare, in questo contesto, va fatto per i vigneti – ha concluso l’Assessore Magrini -, che rappresentano una delle principali fonti di reddito per le imprese agricole collinari. La produzione media annua d’uva all’interno del territorio provinciale è stimata in circa 230mila quintali, che permettono di ottenere intorno ai 175mila ettolitri di vino. Di questi, circa 70mila sono costituiti da vini Doc (Doc “Colli di Rimini” e Doc “Romagna”)”.

“In relazione alla produzione di quest’anno, l’andamento meteorologico estivo, con alte temperature e scarse precipitazioni, ha fatto sì che la vendemmia sia stata di ottima qualità, soprattutto per i vini rossi, seppure con raccolti sensibilmente inferiori alla media, in particolare nelle aree collinari”.

“Le piogge cadute nella prima parte del mese di settembre hanno comunque consentito un recupero, sia quantitativo che qualitativo, tale da far risultare un calo produttivo complessivamente più contenuto rispetto a quanto temuto nel mese di agosto. La produzione complessiva provinciale di uva di quest’anno, dalle indicazioni fornite dalle principali strutture di ritiro dei prodotti, sembra potersi attestare intorno ai 160-170mila quintali”.

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