Sicurezza, dopo l'allarme lanciato dai sindacati di polizia intervengono le istituzioni

Per i grillini servono "più auto e più nuove: solo così", scrivono in una nota congiunta, si potrà avere "maggiore sicurezza per i cittadini"

L'allarme lanciato dai sindacati della Polizia riguardo i veicoli in dotazione a Rimini - considerati pochi e usurati - non coglie di sorpresa gli esponenti del Movimento 5 Stelle, locali e nazionali, secondo cui servono "più auto e più nuove: solo così", scrivono in una nota congiunta, si potrà avere "maggiore sicurezza per i cittadini". "La denuncia di Sap e Sil, Sindacati di Polizia, non ci ha lasciato indifferenti, anche se non ci ha certo colti di sorpresa - scrivono i consiglieri comunali Carla Franchini, e Marco Fonti affiancati dall'altro consigliere comunale Gianluca Tamburini; dal consigliere regionale, Raffaella Sensoli; dalla deputata, Giulia Sarti e dall'europarlamentare, Marco Affronte. - Ricordiamo infatti che lo scorso marzo sollevammo la questione del pessimo stato del parco auto in dotazione alle Squadre Volanti della Polizia".

Oltre a questo, aggiungono in un altro passaggio della nota, "turni massacranti per carenza di personale, manutenzione dei veicoli inadeguata, sede inadeguata... Purtroppo abbiamo potuto verificare che la situazione non è migliorata: in città ci sono solo quattro mezzi attivi e sono in cattive condizioni. I veicoli andati in pensione - viene sottolineato ancora - non sono stati rimpiazzati, e quelle auto nuove che ogni tanto si vedono girare sono solo in trasferta: in pratica non sono in organico alla polizia di Rimini, ma vengono prestate da altre Questure per un servizio, e poi fanno ritorno alla base". Quindi argomentano gli esponenti del Movimento 5 Stelle, "la situazione è davvero grave; spesso gli agenti devono derogare su alcuni regolamenti per poter comunque prendere servizio: se applicassero il protocollo in maniera stringente non dovrebbero mai uscire con quei veicoli obsoleti. C'è bisogno di nuovi mezzi, oltre che di nuovi agenti, e subito. Solo così si potrà avere maggiore sicurezza per i cittadini". Di fronte a questo quadro, viene puntualizzato, "sappiamo che il Questore Improta ha fatto il massimo per cercare di ottenere quanto dovuto, ma da Roma ha ricevuto solo porte in faccia. Ora che l'Expo sta finendo, possiamo sperare che si liberi qualche risorsa da aggregare in pianta stabile a Rimini? La città, non è chiaro come siano ripartire le risorse a livello nazionale, 'vanta' un record di delitti che - chiosano i pentastellati - suggerirebbe maggiori stanziamenti".

Sull'argomento è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad che, in una nota, sottolinea come "va raccolto e rilanciato l’allarme lanciato dai sindacati di Polizia di Stato circa la vetustà di mezzi e strumenti per condurre la quotidiana battaglia di prevenzione e contrasto al crimine. Inutile nascondersi come nell’ultimo decennio, un Governo dietro l’altro, non solo non abbia messo mano al tema del’ammodernamento delle dotazioni ma spesso abbia tagliato la spesa per la sicurezza e la tutela del’ordine pubblico. Ricordo a semplice titolo di esempio limite come l’allora Ministro del’Interno, Roberto Maroni, oggi presidente di Regione che rimprovera le assenze del Governo su questi argomenti, chiese agli Enti locali riminesi di pagare la benzina delle auto e perfino la biada dei cavalli delle pattuglie ippomontate. A subire le conseguenze di queste scelte tutti i territori del Paese, in particolare quelli che- come Rimini- per le loro peculiarità hanno necessità di contare su un elevato livello di sicurezza per residenti e ospiti".

"Solo il senso di responsabilità - prosegue Sadegholvaad - e il lavoro sempre più condiviso tra forze dell’ordine e istituzioni, nel’ambito del Comitato provinciale per l’ordine pubblico, nonché l’allargamento ‘volontario e naturale’ delle competenze delle Polizie municipali ha consentito di reggere l’urto della macro e microcriminalità, ottenendo nelle ultime stagioni risultati molto positivi su quelle che erano considerati fenomeni endemici e rebus irrisolvibili: penso ad esempio al contrasto all’abusivismo commerciale. Gli stessi numeri, resi pubblici nelle settimane scorse dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, mettono in evidenza un calo dei reati denunciati sia nel 2014 che durante il 2015, rimanendo oltretutto ben lontani dai picchi negativi registrati alla fine degli anni Novanta. E’ chiaro che sinora il quadro complessivo ha tenuto grazie soprattutto all’impegno e alla buona volontà delle forze dell’ordine e delle istituzioni territoriali. Buoni segnali come quello arrivato nei giorni scorsi, grazie al lavoro del Questore Maurizio Improta, circa la proroga dei presidi militari nella nostra città, avrebbero bisogno di essere replicati, sistematizzati e consolidati in via permanente. Per questo sosteniamo l’appello dei sindacati di Polizia e chiediamo, per l’ennesima volta, allo Stato  di ‘fare lo Stato’ e cioè mettere la sicurezza al cittadino in posizione prioritaria nelle politiche nazionali. Anche l’amministrazione comunale di Rimini farà la sua parte perché questo allarme venga ascoltato, continuando a lavorare e collaborare responsabilmente con la Prefettura, con la questura, con i Carabinieri, con la Guardi di Finanza,  insieme a tutte le forze dell’ordine di stanza sul nostro territorio. Lavorare e collaborare: verbi che hanno poco o niente a che fare con la strumentalità di forze politiche che, nelle loro frequenti dichiarazioni, pare quasi che si augurino il peggio per la comunità per ottenere il meglio elettoralmente per il proprio tornaconto”.

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