Sicurezza, Gnassi alza la voce: "Basta con i tagli"

"Se quest'estate abbiamo ottenuto splendidi risultati nell'ambito della sicurezza - lotta all'abusivismo, prostituzione, calo dei reati - l'abbiamo ottenuto grazie a una strategia condivisa"

“Se quest’estate abbiamo ottenuto splendidi risultati nell’ambito della sicurezza - lotta all’abusivismo, prostituzione, calo dei reati – l’abbiamo ottenuto grazie a una strategia condivisa tra Comune, Questore, forze dell’ordine, Comitato per la sicurezza, ma soprattutto grazie all’abnegazione e sacrificio degli uomini e donne in divisa, che sulla strada tutti i giorni sono impegnati a garantire la nostra sicurezza". Lo ha dichiarato il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, in termini di sicurezza nella città rivierasca.

"A nessuno sfugge che, in questo scenario di crisi che sta attraversando il Paese, quanto la sicurezza sia diventata strumento di coesione sociale. Adesso basta. Anche quest’anno i rinforzi estivi hanno contato 60 uomini in meno; Rimini – lo dice il Siulp – trattata come Isernia, ha il personale parametrato su un decreto ministriale del 1989. Mi ha allarmato molto questo tema: le volanti senza benzina, la polizia stradale con divise invernali d’estate".

"Ho rilanciato un Patto per la sicurezza - continua il primo cittadino - il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali, dalle Regioni ai Parlamentari, i sindacati, il Siulp, il Prefetto, per porre a Roma il tema di Rimini. Non a aprile, a giugno: oggi. La dotazione di un’area metropolitana d’infrastrutture mezzi uomini che non possono essere quelli immaginati trent’anni fa. E su questo, anche il tema della nuova Questura. È inaccettabile il ping pong tra il privato e il Ministero. Un privato avido che ha sbagliato e un Ministero inadempiente. E non si venga a dire che il Ministero non è coinvolto, quando solo nel 2005 ha chiesto al privato la realizzazione di altri lavori. Per noi la Questura non è una vicenda chiusa, non consumeremo altro territorio, e sono d’accordo con le forze di polizia oggi qui presenti, affinché dentro al Patto per la sicurezza per Rimini stia dentro anche la questione della Questura. Un bubbone di 23mila mq. nel cuore della città non può rimanere vuoto e senza utilizzi. Il Ministero degli Interni non può rimanere indifferente e chiamarsi fuori”.
 

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