Cronaca

Sistema museale di Rimini, confermata in estate l'apertura del museo Fellini: le novità

Archiviato il project per il Museo della Città. L'assessore Piscaglia ha fatto il punto in commissione consiliare con una panoramica sullo stato dell'arte della città e i cantieri in progetto

Riunita a Rimini venerdì mattina la IV commissione consigliare che ha visto all’ordine del giorno i progetti e le prospettive del polo museale riminese.  A fare il punto della situazione è stato l’assessore alla cultura è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Giampiero Piscaglia che ha fatto una panoramica sullo stato dell'arte dei musei e sulle iniziative in cantiere, oltre ad avere evidenziato che la città si avvia ad essere riconosciuta come una vera e propria città d’arte.

Piscaglia è partito dal presupposto che che oggi Rimini vanta un distretto che in pochi chilometri quadrati comprende quattro musei: Museo della Città, Museo degli Sguardi, Part, Museo Fellini; la Biblioteca Gambalunga, con i suoi 400 anni di vita; la cineteca che rientra nella progettazione del nuovo Museo Fellini; il Teatro Galli ricostruito e altri due teatri, gli Atti e il Novelli;  un conservatorio, il Lettimi, che a breve otterrà il riconoscimento di conservatorio statale: un visitor center, porta di accesso virtuale alla rimini romana; otto piazze recuperate e valorizzate, a partire da piazza Malatesta, liberata dalle auto che opprimevano il castello. E ancora i monumenti storici il ponte di Tiberio, l’arco d’augusto, il Castello, il Tempio Malatestiano.

Il Museo della Città, intitolaro dal 2015 a Luigi Tonini, sarà al centro di una rivisitazione dei percorsi di visita, mettendo mano ad un allestimento che risale a 20-30 anni fa, con un focus particolare sul Trecento Riminese. Questo sarà possibile grazie anche ad un finanziamento del Mibact intercettato dal Comune di 250 mila euro. È stata riunita una commissione consultiva composta da esperti esterni e interni al Comune (che non ha alcun potere né è istituzionalizzata) chiamata a ragionare su come rivedere complessivamente i percorsi di visita. È stato invece archiviato project financing per la riqualificazione del museo presentato ormai due anni fa, pre-pandemia: nonostante fosse in fase avanzata, il project si è fermato poiché il privato si è ritirato. Il percorso del Trecento riaccoglierà il Giudizio Universale, oggi esposto al Part grazie ad una convenzione con la Diocesi proprietaria dell’opera, prima scarsamente valorizzata e che tornerà nel Museo con la collocazione di prestigio che merita.

Il Museo Degli Sguardi troverà nuovamente la sua sede in pieno centro storico, accanto a tutti gli altri poli culturali. Non sarà semplicemente un trasloco: così come è stato in passato, quando ad ogni cambio di sede corrispondeva un cambio di filosofia, anche l’approdo in centro storico significherà l’inizio di una nuova storia per il Museo. Per la nuova sede si stanno valutando diversi spazi, tra cui il piano dell’ala moderna del museo e altri non di nostra proprietà dell’Amministrazione.

Invece, per quanto riguarda il Museo di arte contemporanea Part, inaugurato la scorsa estate dalla collaborazione tra Comune e Fondazione San Patrignano con la formula dell’endowment, a oggi sono esposte oltre una sessantina di opere della collezione permanente di San Patrignano, mentre in futuro un intero piano del Part sarà dedicato alle mostre temporanee. Con la fondazione San Patrignano è attiva anche una collaborazione per il coinvolgimento degli ospiti della comunità nelle attività di promozione dell’attività culturale della città, come avvenuto in questi mesi di chiusura dei musei con l’allestimento e l’organizzazione di eventi in streaming.   Comune e Fondazione sono legati da un contratto per dieci anni (vincolante per i primi 5),  poi rinnovabile.

Per il Museo Fellini, confermata l’apertura per l’estate e per quanto riguarda le strategie gestionali, l’approccio indicato è quello del project manager: una figura in grado di mettere a sistema i poli artistici e culturali, valutando piani economici finanziari, possibilità, promozione. Una figura manageriale di coordinamento. Usare questo approccio proprio ora, alla luce di una rivoluzione nei comportamenti dettata dal covid e che comprende anche la fruizione degli spazi culturali, dà a Rimini un grande vantaggio, ha spiegato l’assessore. Ognuno dei poli museali avrà una direzione artistica specifica. Altra priorità, quella di creare servizi per avvolgere chi entra negli spazi museali per costruire un’esperienza. Spazi di ristorazione, di convivialità, servizi di navetta, tecnologie per le prenotazioni, servizi per bambini da collaterali dovranno diventare centrali.

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