Sistema sanitario, i riminesi: "Utilizzare meglio le poche risorse"

Il 78% dei cittadini tra Rimini ed Ancona crede che per rendere più efficiente il Sistema Sanitario Nazionale sia necessario utilizzare diversamente e in modo più virtuoso le risorse disponibili

Il 78% dei cittadini tra Rimini ed Ancona crede che per rendere più efficiente il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) sia necessario utilizzare diversamente e in modo più virtuoso le risorse disponibili ed adottare misure di controllo più rigide per eliminare sprechi e recuperare così nuove risorse. E’ quanto emerge dall’ultima indagine online dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, commissionata all’istituto Nextplora dalla compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria.

Gli abitanti della costa tra Romagna e Marche hanno un’opinione ben definita sulle direzioni di intervento per cercare soluzioni ai problemi di natura economica del SSN. Innanzitutto, credono che la tutela della salute non debba essere un compito appannaggio esclusivamente del sistema pubblico: a domanda specifica, infatti, il 70% ritiene che le aziende dovrebbero occuparsi maggiormente di problematiche di tipo sanitario. Nello specifico, il 22% ritiene che dovrebbero occuparsi della salute dei propri dipendenti così come un altro 48% crede che le tutele dovrebbero essere allargate alle loro famiglie e alle persone che abitano nel territorio vicino all’azienda. Solo il 30% degli intervistati ritiene, invece, che non spetti alle aziende interessarsi di questo tipo di problematiche.

Quanto alle cause alla base della scarsa efficienza del SSN, per il 73% del campione sono riconducibili a modalità lacunose di gestione delle risorse mentre per il 18% sono imputabili a frodi (percentuale che sale al 27% tra le donne): queste cause, che hanno indebolito fortemente il sistema, si accompagnano necessariamente a motivazioni “fisiologiche” legate ad un progressivo e costante invecchiamento della popolazione, con un conseguente aumento delle richieste di cura e dei relativi costi. A rafforzare questa convinzione vi è l’esperienza registrata in questi ultimi anni che ha dimostrato come le Regioni che spendono di più non necessariamente sono risultate le più efficienti ed appropriate nell’erogazione dei servizi di assistenza sanitaria, come anche evidenziato dal Piano Sanitario Nazionale 2011-13.

La percezione dei romagnoli e marchigiani intervistati in tema sanitario si discosta da quella della classe politica dirigente, più attenta ai costi che all’efficienza: ulteriore conferma arriva dalla manovra finanziaria recentemente approvata che prevede, nell’ottica di un contenimento della spesa pubblica, l’aumento dei ticket sanitari. Una misura che ha fatto e continua a far molto discutere, ma che alla luce dei dati appare lontana dalle politiche di intervento ritenute primarie sull’Adriatico.

 “Da quanto emerge dalla ricerca – afferma Andrea Pezzi, Direttore Generale di UniSalute - i cittadini della costa adriatica tra Rimini ed Ancona sembrano avere una posizione precisa e condivisa sugli interventi necessari per cercare soluzioni ai problemi che riguardano il SSN. Indicazioni che – prosegue Pezzi - potrebbero essere utili alle stesse Istituzioni locali nell’attuazione di politiche orientate a garantire una maggiore sinergia tra azioni volte al miglioramento della qualità dell’offerta e iniziative tese ad una razionalizzazione della spesa”.
 

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