I predoni del World Ducati Week: smantellata la banda dei ladri di moto

Le indagini, condotte dal luglio del 2018, a seguito del furto di numerosi moto, commessi tra Rimini, Riccione e Misano Adriatico durante la tappa del mondiale Superbike e l'appuntamento mondiale dei ducatisti

I Carabinieri di Riccione hanno eseguito nelle province di Rimini, Milano e Como otto provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di motociclette di un noto marchio italiano, nonché alla ricettazione e al riciclaggio. Le indagini, condotte dal luglio del 2018, a seguito del furto di numerosi moto, commessi tra Rimini, Riccione e Misano Adriatico durante la tappa del mondiale Superbike e il World Ducati Week, hanno consentito di disarticolare il gruppo criminale che, asportate le preziose motociclette, provvedeva a trasportarle nel capoluogo lombardo e a smontarle per poi reimmetterne i pezzi su di un mercato parallelo di pezzi di ricambio. Inoltre, altri sei soggetti, sono stati sottoposti a misure alternative alla detenzione per aver favorito a vario titolo l’operato dell’associazione. 

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In particolare, a finire nel mirino degli inquirenti dell'Arma sono stati 3 meccanici riminesi, sottoposti agli arresti domiciliari, altri 15 indagati sono stati imposti obblighi di firma o di dimora mentre quello che è ritenuto essere il capobanda, il 32enne Jonathan Braidic di Cinisello Balsamo, è stato associato nel carcere di San Vittore. Il gruppo, secondo quanto emerso, attendeva con ansia l'arrivo dei grandi eventi motociclistici in Riviera. Primo su tutti il World Ducati Week che faceva affluire sulle strade riminesi migliaia di due ruote della casa di Borgo Panigale. Moto dal valore di parecchie migliaia di euro che, lasciate parcheggiate in strada, rappresentavano ghiotte occasioni per i malviventi.

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La banda agiva con estrema precisione e, dopo averr puntato la due ruote da asportare, la affiancavano con un furgone e in pochi secondi la caricavano per poi fuggire in cerca del successivo obiettivo. Le moto venivano poi stoccate e, a seconda delle necessità, smontate per ricavarne pezzi di ricambio o caricate su furgoni per essere portate all'estero. Il capo della banda, secondo le indagini dei carabinieri, insieme ad alti parenti aveva impiantato un vero e proprio business sulle due ruote rubate e agiva insieme a complici e parenti anche in occasione di altri eventi sportivi legati alle due ruote che avvenivano anche in Lombardia.

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