Smantellata la banda degli "scafisti di terra". Sette arresti e 10 indagati a piede libero

Nell'operazione portata avanti dalla polizia di Frontiera di Rimini sono stati recuperati 31mila dollari e 22mila euro. I clandestini siriani costretti a pagare il viaggio della speranza alla volta del nord Europa anche con i loro oggetti d'oro personali. Ricostruita dagli inquirenti la rotta degli immigrati

Con gli arresti dello scorso 14 ottobre, che hanno portato in carcere la banda di sei persone che organizzava la tratta dei profughi siriani dalle coste italiane alla volta dei Paesi del nord Europa, si è conclusa l'operazione della polizia di Frontiera di Rimini chiamata "Scafisti di terra" che ha permesso di smantellare l'organizzazione criminale che favoriva l'ingresso clandestino di immigrati. Il capo della banda è stato identificato in un arabo 47enne, cittadino italiano e residente a Roma, che dalla Germania si occupava dell'organizzazione dei viaggi. L'uomo, arrivato in Italia con un passaporto diplomatico diversi anni fa, è stato arrestato dalla Polaria a Chinaciano dove era arrivato per gestire il traffico dei 250 clandestini. Insieme a lui è stato arrestato anche un cittadino italiano 52enne, di origini siriane, che a Rimini gestiva un albergo dove, nel mese di agosto, erano stai alloggiati numerosi clandestini siriani in atta di essere poi smistati in Svezia. Il 52enne, in passato ex dipendente dell'ambasciata siriana a Roma, nella città romagnola era diventato un imprenditore nel settore turistico. Entrambi sono stati ammanettati mentre si trovavano a Chianciano, alloggiati in un hotel di lusso, mentre sorvegliavano i clandestini che erano stati smistati in alcune pensioncine della zona.

Oltre a questi sono finiti agli arresti anche due romani, di 48 e 57 anni, ritenuti essere i galoppini dell'organizzazione. In particolare, il 48enne si occupava di tenere i rapporti con le agenzie di noleggio pullman e di affittare i mezzi necessari che, dalle coste siciliane, dovevano poi trasportare i clandestini in nord Europa mentre, il 57enne, era l'addetto ai transfer negli alberghi dove i siriani venivano alloggiati. Gli altri tre arrestati, due palestinesi e un siriano, erano gli "accompagnatori" dei vari gruppi di clandestini e sono stati arrestati in flagranza di reato. Nel corso dell'operazione, nelle tasche dei capi è stata recuperata una ingente quantità di contanti: 31.340 dollari americani e 22mila euro. Dalle indagini è emerso che, ogni clandestino, una volta sbarcato dalle carrette del mare sulle coste italiane veniva costretto a pagare una prima tranche, di circa 500 euro, per partire alla volta di Svezia e Danimarca e, una arrivato a destinazione, un saldo di altri 800 euro. I più disperati, che non avevano contanti, pagavano con monili in oro. Resta ancora da capire, tuttavia, l'intero costo del viaggio, dalla Siria alle coste del nord Africa. Secondo alcuni conteggi, i clandestini arrivavano a pagare anche oltre 5mila euro a testa. L'albergo riminese, gestito dal 52enne, nella giornata di mercoledì è stato perquisito dalla polizia, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul risultato che avrebbe permesso di acquisire documenti giudicati "interessanti" per le indagini.

Intanto a Chianciano Terme, nel pomeriggio di mercoledì i 59 cittadini siriani che erano stati intercettati e bloccati nella notte tra lunedì e martedì in autostrada, all'altezza di Sinalunga, mentre a bordo di un bus erano in viaggio verso il Nord Europa se ne sono andati. Nessuno di loro, secondo quanto si appreso, avrebbe voluto chiedere protezione internazionale alla Questura di Siena, preferendo abbandonare il territorio italiano. I 59 siriani, infatti, dopo essere arrivati alla stazione di Chiusi, sarebbero in viaggio con pullman e treni di linea. Alcuni di loro, prima della partenza, avrebbero dichiarato di voler andare verso Milano da dove intenderebbero proseguire verso il Nord Europa, e in particolare verso la Svezia dove ci sarebbe ad aspettarli una nutrita comunità di connazionali. Sul fronte giudiziario, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Rimini che ieri ha portato all'arresto dei sei persone, primi interrogatori oggi nel carcere Santo Spirito di Siena dove si trovano quattro di loro (due siriani e due italiani). Per loro l'accusa è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: i quattro sono comparsi davanti al gip Ugo Bellini per l'udienza di convalida d'arresto. Il giudice si è riservato.

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