Smettere di fumare si può: ecco come

I corsi della Lilt hanno registrato in due anni di attività eccezionali risultati: l’85% delle persone che vi hanno partecipato hanno smesso di fumare senza aver avuto ricadute

Smettere di fumare si può. Affrontare la dipendenza da nicotina insieme ad un gruppo di ascolto coordinato da psicologi e psicoterapeuti può aiutare a vincere il tabagismo una volta per tutte con percentuali di successo assai superiori ai metodi comunemente utilizzati sin ora: infatti cerotti, gomme da masticare e spray alla nicotina usati da milioni di persone non funzionano e in alcuni casi potrebbero addirittura aumentare la dipendenza nei fumatori più incalliti (studio pubblicato sulla rivista “Tobacco Control”).

Nel giorno della ricorrenza del 90° anno dalla fondazione della Federazione per la lotta contro il Cancro, risalente proprio al 25 febbraio del 1922 a Bologna, l’ente di notevole rilievo oggi ribattezzato Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) presenta i positivi risultati ottenuti dalla sezione locale di Rimini nella lotta al tabagismo attraverso gruppi di ascolto.

I corsi finalizzati alla disassuefazione dal tabagismo realizzati a Rimini dalla LILT e condotti dalla psicologa e psicoterapeuta Laura Bellio hanno registrato in due anni di attività eccezionali risultati: l’85% delle persone che vi hanno partecipato hanno smesso di fumare senza aver avuto ricadute.

Non si tratta di sedute di psicoterapia, ma di un percorso educativo di gruppo atto al raggiungimento della consapevolezza della pericolosità e dei danni causati dal fumo,  al rinforzo delle risorse individuali e della volontà interiore rispetto all’obiettivo: smettere di fumare. Il percorso riservato si avvicina a quello previsto per le dipendenze.
 
I lavoro di gruppo si basa sulla metodologia derivante dal modello Cognitivo-Comportamentale che esclude qualsiasi ricorso a medicine, offrendo molto spazio alle motivazioni personali, all’introspezione, all'ascolto delle dinamiche psicologiche che favoriscono e mantengono l’abitudine alla sigaretta.
 
Il corso prevede la partecipazione di 8 componenti, si articola in 9 incontri della durata di 90 minuti, a cui seguono 3 incontri di follow-up ad 1 mese di distanza dal termine delle sedute di gruppo, poi a 3 mesi ed in fine ad 1 anno. I gruppi vengono formati dopo aver testato i livelli di motivazione dei partecipanti, questo per creare gruppi volutamente disomogenei in quanto risultano molto più attivi per la stimolazione di dibattiti, interazioni e confronto.

Il percorso ha inizio solo al raggiungimento di un numero base di partecipanti di 6/8 persone. I pazienti si avvicinano ai corsi LILT attraverso indicazione del proprio medico di base oppure attraverso l’informazione propagata dai media. Considerata l’efficacia dei corsi e l’aumento di richieste, si intende realizzare gruppi anche nella Zona Sud della provincia di Rimini, più precisamente a Morciano, dove sarà referente di zona il dottor Geo Agostini, ex presidente provinciale Lilt.


Il costo dell’intero corso è di 180 euro l’equivalente di 4 stecche di sigarette ovvero 40 pacchetti che da un fumatore incallito (20 sigarette al giorno) vengono consumati in poco più di un mese. In pratica, migliorare il proprio tenore di vita e le proprie aspettative di vita future costano pochissimo in confronto ai costi del tabagismo.  

Se nessuno fumasse, i casi di cancro ai polmoni sarebbero rari, così come sarebbe di gran lunga ridotta l’incidenza del cancro alla cavità orale, della faringe, dell’esofago, dello stomaco e della vescica (esposta alle sostanze tossiche eliminate attraverso le urine). Inoltre il fumo è il principale responsabile anche di altre patologie quali: l’infarto, l’ictus, le bronchiti croniche ostruttive ed altri disturbi dell’apparato respiratorio.

Per rendersi conto della gravità del fenomeno basti pensare che solo nel nostro paese il fumo è considerato il responsabile di circa il 30% delle morti per tumore; nel mondo, secondo un recente studio firmato da esperti della Cancer Research Epidemiology Unit dell’Università di Oxford, il 75% dei casi di cancro alla cavità orale, alla faringe e all’esofago può essere attribuito al consumo di tabacco e la percentuale si innalza ad oltre l’80% per il tumore ai polmoni, inoltre il consumo di tabacco aumenta la probabilità di essere colpiti dal cancro ai polmoni dalle 30 alle 60 volte.

In provincia di Rimini di fronte ai 2.400 casi di neoplasie registrati ogni anno, dai 600 ai 700 sono dovuti al fumo. L’età media in cui vengono riscontrate le neoplasie va dai 50 anni in su, mentre il 10% delle persone colpite ha meno di 40 anni.
 

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