Sos Rimini: "Ogni giorno di chiusura ci costa tra i 10 e i 15 milioni, la situazione è esplosiva"

L'assessore Brasini fa i conti: "Non possiamo essere paragonati ad altre città, la nostra è un'economia particolare incentrata su turismo e piccoli esercizi"

Per il territorio di Rimini, ogni giorno di chiusura che passa costa tra i 10 e i 15 milioni di euro. Lo calcola Gianluca Brasini, assessore al Bilancio del Comune, che oggi in video-conferenza stampa lancia un sos sia al Governo sia alla Regione. Proprio nei giorni scorsi, il governatore Stefano Bonaccini ha promesso un piano di investimenti straordinari per rilanciare la città romagnola, dichiarata zona rossa nel pieno dell'emergenza covid. "E' una situazione esplosiva, lo stiamo dicendo a tutti i tavoli - afferma Brasini - la nostra è un'economia specifica, non possiamo essere paragonati ad altre città". Basta guardare al settore dell'ospitalità, sottolinea l'assessore, che a Rimini conta "169 posti letto per chilometro quadrato".

In questo contesto, il lockdown "ha causato danni notevoli" e di conseguenza "si prefigura una situazione impressionante". L'economia di Rimini "è particolare - insiste Brasini - perché è incentrata su turismo e pubblici esercizi. Quindi per noi lo scenario si può dire apocalittico: non possiamo vendere domani quello che non vendiamo oggi, la riprogrammazione può essere un piccolo sollievo ma non è la risposta". Il Pil del settore turistico a Rimini, sia diretto sia calcolando anche l'indotto, si aggira intorno ai 4,6 miliardi di euro, segnala Brasini. "E' il principale volano di economia e occupazione del territorio- spiega- ogni giorno di chiusura ci costa circa 10-15 milioni di euro". 

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In un quadro del genere, afferma l'assessore, "le leve che ha a disposizione il Comune, anche andando in default, sono nulla rispetto al valore economico dei nostri settori strategici". Quindi, ribadisce Brasini, "devono ripartire il prima possibile tutte le nostre attivita' economiche, anche se in maniera diversa rispetto a prima". E aggiunge: "Alcuni Comuni in ordine sparso hanno annunciato provvedimenti piuttosto forti e coraggiosi, ma in pochi hanno assunto atti, perché non hanno i soldi e oggi i Comuni sono dentro una situazione di potenziale default". Solo per il Comune Rimini, ricorda l'assessore, "si stimano 50 milioni di euro di entrate in meno nel 2020, quindi un terzo del bilancio. In questo scenario però dobbiamo continuare a garantire i servizi. Il nostro e' un grido d'allarme rivolto allo Stato", conclude Brasini. 

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