Cronaca

Fermati con pochi grammi di marijuana, la perquisizione domiciliare permette scovare 5,4 chili di droga

In manette due cittadini albanesi residenti a Bellaria che erano finiti nel mirino degli inquirenti della Sezione Antidroga della Squadra mobile di Rimini

Fermati con pochi grammi di marijuana in tasca, la perquisizione nell'abitazione di due albanesi ha permesso al personale della Squadra mobile della Questrua di Rimini di sequestrare 5,4 chili di stupefacente. Tutto è iniziato nel pomeriggio del 23 giugno quando, a Bellaria, gli agenti della Sezione Antidroga avevano messo nel loro mirino un 27enne, già noto alle forze dell'ordine per reati legati agli stupefacenti, e sul quale era arrivata una "soffiata" che parlava di una grossa disponibilità di droga in suo possesso. Intercettato mentre si muoveva in bici tra le vie di Bellaria, il ragazzo è stato fermato e alla vista del personale della Mobile è apparso subito molto nervoso. Nei suoi confronti è scattata una prima perquisizione che ha permesso di rinvenire nelle tasche del 27enne due involucri contententi 2,08 e 2,58 grammi di marijuana oltre a 225 euro in contanti ritenuti il provento dello spaccio. Si è così proceduto a perquisire l'abitazione dello spacciatore, che in un primo momento aveva fornito un indirizzo diverso da quello reale, e all'interno dell'appartamento che condivideva con un coinquilino, è stato trovato il deposito della droga. Due sacchi, per un perso complessivo di 5,4 chili contententi della marijuana, 11690 ritenuti il provento dello spaccio, due dosi di cocaina e il materiale per confezionare le dosi. Nel frattempo sul posto è arrivato anche il coinquilino, un connazionale 25enne, il quale non è stato in grado di dare spiegazioni sullo stupefacente ritrovato e gli agenti hanno deciso di perquisire anche la sua vettura. All'interno sono spuntati diversi sacchetti di plastica e un'apparecchiatura per il sottovuoto. Il tutto è valso per entrambi le manette con l'accusa di detenzione e spaccio di droga. Difesi rispettivamente dagli avvocati Andrea Muratori e Massimiliano Orrù, i due sono stati trasferiti in carcere in attesa dell'interrogatorio di convalida.

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