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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

"Badante" di un 72enne nei guai per droga: nel residence aveva nascosto la cocaina

A chiedere l'intervento dei detective è stato il gestore di un residence di Rivazzurra, che aveva rinvenuto, nascosto in un vano del termoventilatore al piano terra della struttura ricettiva, una busta sospetta

Un 19enne di nazionalità albanese è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Rimini per detenzione di sostanze stupefacenti. A chiedere l'intervento dei detective è stato il gestore di un residence di Rivazzurra, che aveva rinvenuto, nascosto in un vano del termoventilatore al piano terra della struttura ricettiva, una busta sospetta. All'interno vi erano 43 bustine di piccole dimensioni chiuse a caldo contenenti cocaina. 

Gli investigatori hanno quindi visionato le registrazioni del circuito di videosorveglianza interno, accertando che a collocare lo stupefacente nel vano ove era stato poi rinvenuto era stato il giorno prima 19enne abitante nell’appartamento che si trova davanti al termoventilatore. Dalle immagini è stato possibile osservare chiaramente l’uomo uscire di casa e riporre qualcosa nel vano in questione, per poi uscire subito dal residence dalla porta principale. 

I poliziotti hanno fatto irruzione nell'appartamento, dove all’interno dormivano il giovani ed un 72enne pugliese, ma residente nel Lazio. La perquisizione ha permesso di rinvenire, sul comodino, custodite dentro un pacchetto di sigarette, quattro ulteriori dosi, identiche a quelle rinvenute all’esterno, nel corridoio; nel cassetto dello stesso comodino vi erano 520 euro (somma sequestrata poiché ritenuta provento dell'attività di spaccio).

Nel corridoio dell’appartamento, dietro un quadro, è stato infine rinvenuto un involucro, contenente due pezzi di hashish, custodito dentro un pacchetto di sigarette. Il giovane aveva anche tre cellulari, due di tipo a tastiera, economici, con nessuna comunicazione in memoria, nessun sms e nessuna chiamata, di quelli tipicamente utilizzati dagli spacciatori per i contatti con gli acquirenti, mentre il terzo era uno smartphone, protetto da codice e accessibile solo con l’impronta.  Relativamente alla presenza dell’anziano, al quale era stato affittato ufficialmente l’appartamento, il gestore ha riferito che il ragazzo albanese era stato presentato dallo stesso come “badante”. Venerdì è comparso davanti al giudice per il processo per direttissima.

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