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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Spacciatore incastrato dalle troppe chiavi di garage, smascherato il deposito della cocaina

Gli inquirenti della Mobile trovano 91 dosi di droga e tutto il materiale per il confezionamento che costano le manette al pusher

Il fiuto degli investigatori della Squadra mobile della Questura di Rimini ha permesso di arrestare, nella giornata di lunedì, un macedone 35enne ritenuto uno spacciatore di cocaina. L’uomo era da tempo nel mirino degli agenti che sospettavano potesse gestire un giro di spaccio che ruotava in un punto diverso del suo domicilio e, nel pomeriggio del 9 maggio, lo hanno fermato per un controllo mentre si trovava al volante della propria auto. Una perquisizione personale e dell’appartamento del 35enne hanno dato esito negativo ma, nel corso degli accertamenti, sono
spuntate numerose chiavi nelle tasche. In un primo momento il pusher ha negato insistentemente che potessero aprire porte diverse da quelle della sua casa. Gli inquirenti si sono così spostati nei garage del condominio iniziando a provare di aprire le saracinesche fino a quando una di questa si è aperta con la chiave presente nel mazzo.

Nella rimessa sono spuntate, nascoste in un secchio per la vernice, 91 dosi di cocaina per un peso complessivo di 70,5 grammi oltre 175 euro ritenuti il provento dello spaccio, a un paio di forbici, un cucchiaio di metallo sporco di cocaina così come un piatto anch’esso intriso dello stupefacente oltre al kit dello spacciatore per confezionare la droga.

Secondo quanto emerso, il garage era stato affittato da un macedone 33enne, già noto per essere finito nei guai in passato sempre per reati legati alla droga. Entrambi sono stati quindi arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Difesi dall’avvocato Giuliano Renzi, davanti al Gip il 33enne ha rigettato ogni accusa sostenendo di essere
all’oscuro della droga presente nella rimessa. Al termine dell’udienza, quindi, il giudice ha convalidato il fermo di tutti e due gli stranieri disponendo per il 35enne la misura cautelare del carcere mentre il 33enne è stato ritenuto credibile e, dopo aver rigetto la richiesta della misura cautelare, lo ha rimesso in libertà.

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