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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Spaccia davanti alla scuola, il pusher aggredisce gli agenti e prende a calci il cane anti-droga

Controlli a tappeto da parte del Nucleo di sicurezza urbana della Municipale, il panetto di hashish nascosto sotto la sabbia di uno stabilimento balneare

Sabato di intenso lavoro per gli agenti del Nucleo Sicurezza Urbana della Municipale di Rimini che, coi cani antidroga, hanno battuto i punti più sensibili della città arrestando uno spacciatore, denunciando altri due malviventi e recuperando un etto di hashish. I controlli hanno interessato in maniera particolare la zona di viale regina Elena a ridosso degli istituti superiori sulla spiaggia dove, nei giorni scorsi, numerosi genitori avevano segnalato la presenza di spacciatori. Gli agenti, accompagnati dal cane antidroga, nei pressi del Bagno 105 hanno individuato tre individui sospetti uno dei quali stava scavando nella sabbia e aveva appena dissotterrato un pacchetto sospetto. Alla vista delle divise il giovane, poi identificato per un tunisino 23enne, ha gettato l'involucro nel cortile dell'Istituto per il turismo e insieme agli altri due si è dato alla fuga. Bloccato, il ragazzo ha dato in escandescenza aggredendo un agente della Municipale e sferrando un calcio al cane antidroga. Ammanettato, è stato dichiarato in arresto mentre i complici sono stati a loro volta fermati e denunciati per resistenza. Oltre a recuperare il panetto di hashish, gli agenti hanno trovato nelle tasche del 23enne 345 euro ritenuti il provento dello spaccio. Processato per direttissima lunedì mattina, il pusher è stato condannato a 8 mesi, 800 euro di multa e la confisca della somma sequestrata.

I controlli sono poi proseguiti anche in centro storico e, in particolare, in piazzetta Ducale dove sono stati sorpresi due giovani che stavano fumando uno spinello. Entrambi sono stati denunciati e segnalati in Prefettura come assuntori. Le pattuglie, sempre col cane antidroga al seguito, hanno poi ispezionati il parco "Pertini" e il parco "Renzi Madre Elisabetta”. In questo secondo caso è bastato l'apparire delle divise per mettere in fuga diversi personaggi sospetti.

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