Sparatoria al bar di Rivazzurra, condannati i due fratelli terribili

Per un commento alla ragazza, gli autori degli spari ritornarono al bar ed esplosero alcuni colpi all'uomo che, secondo loro, aveva fatto degli apprezzamenti pesanti. Prima della sparatoria, avevano picchiato a sangue il cliente del locale

Sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e 2 mesi e 1 anno e 8 mesi i due fratelli terribili che, lo scorso 1 giugno, aggredirono un 49enne elettricista riminese fuori da un bar di Rivazzurra per poi tornare sul posto ed esplodere dei colpi di pistola. Accusati di lesioni personali aggravate in concorso, i due pestarono selvaggiamente la loro vittima, ritenendola responsabile di un apprezzamento pesante alla ragazza del più piccolo. In quella occasione provocarono al 49enne un trauma rachido-cervicale e i medici furono costretti a mettergli 25 punti di sutura in testa, per le ferite provocate dai colpi che gli hanno inflitto con il calcio delle pistole.

Chi li conosce parla di due attaccabrighe, facili alla violenza. Non difficile da credere, vista l’aggressione che hanno messo in atto al bar di via dei Martiri, solo per vendicare quella che giudicavano un’«onta». Subita, secondo loro, dal più giovane, quando poco dopo mezzogiorno era entrato nel locale, frequentato da famiglie del posto, insieme a una ragazza. Senza alcun preavviso, si era rivolto con arroganza a uno dei clienti seduti ai tavolini esterni, accusandolo di avere guardato troppo la giovane che era con lui. L’altro aveva ribattutto che si sbagliava, ma un minuto dopo se l’era ritrovato addosso. C’erano voluti i clienti del bar, per riuscire a staccarglielo da dosso e infilarlo nell’auto, intimandogli di andarsene. Lui se l’era filata con la coda tra le gambe, ma aveva promesso: «Torno tra dieci minuti e ti sparo in bocca». Nessuno ci aveva creduto, ma sbagliavano. Tempo un quarto d’ora, ed era arrivato lo scooter con due giovani in sella entrambi armati di pistola. Avevano sparato un colpo ancora prima di scendere, poi si erano avventati contro l’elettricista che un operatore del 118 stava medicando dalle ferite che aveva riportato nella prima aggressione. L’infermiere aveva cercato di proteggerlo, mentre intorno la gente scappava terrorizzata, ma due colpi con il calcio delle pistole avevano raggiunto l’elettricista alla testa. Un’ora dopo e i carabinieri erano già a casa dei due fratelli.

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