Spiagge, a Roma le istanze dei balneari: il Riminese grande assente

A Roma si è discusso del futuro sulle concessioni demaniali, uno dei temi maggiormente sentiti in Riviera per l'indotto economico che comporta l'attività degli stabilimenti balneari

A Roma si è discusso del futuro sulle concessioni demaniali, uno dei temi maggiormente sentiti in Riviera per l'indotto economico che comporta l'attività degli stabilimenti balneari. Ma erano assenti clamorosamente Rimini, Riccione e la Regione Emilia Romagna. E' il contenuto di una nota dell’Associazione Bar e Ristoranti di Spiaggia di Riccione, la cui delegazione è rientrata da Roma dove mercoledì si è tenuto al Palazzo dei Congressi al quartiere Eur l'incontro indetto dalle sigle sindacali mirato ad ottenere l'uscita dall'evidenza pubblica in tema di concessioni demaniali dal titolo “Espropriare 30mila imprese serve all’Italia?”.

 

Erano presenti invece altri territori, anche dell'Emilia-Romagna, tra cui i sindaci di Porto Recanati, Pineto, Margherita di Savoia, Viareggio, Roma, Cesenatico, Sorrento, Senigallia, Alassio, Maratea, Chioggia, Gatteo Mare, Termoli, la Provincia di Forlì-Cesena.

 

“Non possiamo fare a meno di notare l’assenza totale della rappresentanza politica della Riviera riminese nonostante il 90% almeno del PIL di questo territorio sia tutt’ora prodotto dal turismo balneare” ha dichiarato contrariato il Presidente Ezio Filipucci. “Tutti i Sindaci intervenuti hanno parlato di una pressione consapevole e compatta da avviare al più presto nei confronti del Governo in salvaguardia delle imprese locali ma anche dell’economia nazionale del Paese, che tramite l’evidenza pubblica verrebbe inficiata da probabili infiltrazioni di dubbia provenienza, non mancando di sottolineare l’inspiegabile assenza degli amministratori della Riviera Adriatica. Anche noi vorremmo una risposta a questa domanda che ci pare più che lecita, chiedendoci la nostra politica da quale parte stia”.

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