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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Nel 2021 ben 193 persone salvate al mare. "Il servizio va esteso a maggio e per tutto settembre"

Appello dell'Associazione Marinai di Salvataggio alle istituzioni: "L’attuale formula, dall’ultimo fine settimana di maggio al secondo fine settimana di settembre è decisamente insufficiente"

Lo hanno scritto nel loro report attività del 2021 e l’Associazione Marinai di Salvataggio torna a ribadirlo anche attraverso i suoi canali social. E’ necessario anticipare la partenza del Servizio in spiaggia, viste le presenze significative registrate nel mese di maggio. L’associazione si rivolge alle istituzioni. “Comuni della provincia di Rimini - scrive – se avete a cuore la sicurezza dei bagnanti perché non anticipate la partenza del servizio?”.

Secondo l’ultimo report diffuso dall’associazione nel corso del 2021 sono state soccorse in totale 193 persone, di cui 60 tra bambini e bambine. Per oltre il 78% gli interventi sono avvenuti in acqua e nemmeno per il 3% in spiaggia. Inoltre in un caso su due per intervenire è stata utilizzata l’imbarcazione di servizio. Tra i punti indicati anche nel dossier c’è quello di aumentare le date di attivazione del servizio “visti i cambiamenti delle abitudini turistiche e del clima, visti gli eventi in calendario ad inizio e fine stagione, si ritiene doveroso valutare l’importanza di un presidio di sicurezza continuo ed efficiente lungo tutto il litorale”. L’attuale formula, dall’ultimo fine settimana di maggio al secondo fine settimana di settembre è, secondo l’associazione, decisamente insufficiente. Nel mese di settembre spesso si sono verificati incidenti o salvataggi fortuiti ampiamente documentati anche dagli organi di stampa. “Sarebbe auspicabile il ritorno ad un periodo più lungo, almeno dal 20 maggio al 30 settembre”.

30 anni fa - Nel '92 nasceva la collaborazione tra 118 e marinai di salvataggio

Meno distanza tra le torrette

Un altro punto da non sottovalutare è la distanza tra le torrette. Eliminando le tolleranze che hanno fatto si che in molte zone del litorale la distanza tra due torrette sia arrivata oltre 200 metri, impedendo la tempestività degli interventi di salvataggio. Inoltre gli operatori chiedono di regolamentare il posizionamento del Dae (Defibrillatore semi-Automatico Esterno) nei pressi delle torrette dei salvataggi per evitare attese in caso se ne renda necessario l’utilizzo.

I soccorsi effettuati

I dati confermano che un 31% dei soccorsi sono stati effettuati su minori in difficoltà, rispetto agli anni precedenti circa 5 punti percentuali in meno. Totale interventi: 193 persone, 83 uomini, 50 donne, 60 bambini. Si può presumere che durante la pandemia Covid la sorveglianza sui minori sia leggermente aumentata. Il problema resta perché la sorveglianza sui minori dovrebbe esserci a prescindere da tutto. “Anche quest’anno come associazione abbiamo chiesto a tutti gli operatori turistici di sensibilizzare e informare costantemente i genitori e i tutori dei minori in genere” spiega l’associazione.

Grafico 1-2

Ambiti di intervento

Nel 2021 il 22% dei soccorsi svolti fuori dall’acqua contro il 10% dello scorso anno, un notevole incremento dovuto probabilmente alla combinazione di due fattori distinti, meno giornate di mare mosso e l’aumento di malori dovuti ai prolungati periodi di lockdown che hanno reso le persone un po’ più fragili nei confronti del clima all’aperto e sotto al sole; c’è da dire che poi che nell’Estate 2021 c’è stata una leggera ripresa del turismo della terza età dopo essersi azzerato nel 2020.

Grafico 2-2

Mezzi utilizzati

In un caso su due, il soccorso è stato effettuato con l’imbarcazione a remi (moscone); questo mezzo storico è il natante con cui pattugliare lo specchio d’acqua assegnato e nei giorni di forte corrente rappresenta anche l’unico appiglio sicuro per le persone in difficoltà. Intervenendo a nuoto, un salvataggio si ritrova spesso a dover affrontare le correnti e contemporaneamente a trascinare la persona in difficoltà. Questo aumenta il rischio di incidente al soccorritore. Da anni l’associazione inoltra richieste alle autorità competenti e auspica l’introduzione di nuove dotazioni, come ad esempio le moto d’acqua con barella galleggiante, che garantiscano l’incolumità dei salvataggi e li supportino nei soccorsi.
 

Grafico 3-2

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