"Sport in spaggia, impianti autorizzabili se aperti a tutti"

Campi sportivi sull'arenile: l'assessore allo Sport Gianluca Brasini si dice favorevole. Lo fa con una dichiarazione: "E' un tema che come amministratore, ma anche come sportivo, sento mio"

Campi sportivi sull’arenile: l’assessore allo Sport Gianluca Brasini si dice favorevole. Lo fa con una dichiarazione: “E' un tema che come amministratore, ma anche come sportivo, sento mio, per la capacità di riportare il confronto al cuore della questione, ovvero alla bellezza di praticare sport in riva al mare, su quella spiaggia straordinaria che fa della nostra città un unicum”.

Il problema resta la selva di leggi presenti: “Sì, perché sono le varie leggi dello Stato e della Regione (Codice dei beni culturali e del paesaggio (il cosiddetto Codice “Urbani”); Codice della Navigazione; Testo unico dell' edilizia, ecc....) a definire tipologie e modalità di ciò che è possibile o no fare su un bene demaniale come la spiaggia. Leggi, val la pena di sottolineare, dello Stato non certo del Comune. Un campo da beach tennis, o da basket come in questo caso, senza autorizzazione paesaggistica comporta un illecito penale e per eliminare le conseguenze degli illeciti penali commessi ogni operatore ha due possibilità: o smonta per mettersi in regola con la richiesta d’autorizzazione paesaggistica, o, come prevede il Codice Urbani, sana con una sanzione. Un percorso oneroso ma chiaro che consentirà a tutti gli operatori di spiaggia che lo vogliano di mettersi in regola con la legge. Ma vi è un altro tema, altrettanto complesso e delicato, ovvero quello della stagionalità delle autorizzazioni paesaggistiche che imporrebbero lo smontaggio dei campi sportivi a fine stagione”.

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Tuttavia l'Amministrazione comunale si sente investita del problema: “Per questo, attraverso i propri uffici, ha individuato un percorso che può portare al riconoscimento dei campi sportivi (basket, beach-volley, bocce) come attrezzature e spazi d’interesse collettivo per favorire il migliore sviluppo della comunità ed elevare la qualità della vita individuale e collettiva quando il loro utilizzo annuale possa essere esercitato in forma libera e indiscriminata da parte della stessa collettività. Ricorrerebbero così le condizioni per riconoscere a detta permanenza il requisito di pubblico interesse, poiché non verrebbe sottratta alla collettività bensì incrementata una dotazione territoriale di cui potrebbe liberamente beneficiare potendone disporre anche oltre la stagione balneare”.

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