Spunta buco da 3,6 milioni di euro per il bilancio del Comune di Rimini

All'appello è venuto improvvisamente a mancare il canone di Adrigas per la concessione delle reti di distribuzione del gas

Doccia gelata da 3,6 milioni di euro per il bilancio del Comune di Rimini. E l'Amministrazione prova a correre velocemente ai ripari. Come ha spiegato martedì mattina in commissione l'assessore al Bilancio, Gian Luca Brasini, presentando le ultime variazioni al budget 2016-2018, all'appello è venuto improvvisamente a mancare il canone di Adrigas per la concessione delle reti di distribuzione del gas, oltre 3,6 milioni di euro di cui solo 1,8 inseriti a bilancio. Comunque, sottolinea l''assessore, "è proprio la solidità del bilancio che ci consente di assorbire questa criticità senza particolari traumi". Il canone, spiega Brasini, nonè stato versato per effetto di tre recenti sentenze emesse da altrettanti tribunali italiani che "di fatto hanno azzerato i canoni concessori da riconoscere all'ente concedente, andando in controtendenza rispetto alle indicazione date dal ministero per lo Sviluppo economico e dall'Aeegsi, l''authority per Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico". Una vera e propria "doccia gelata del tutto imprevedibile in fase di approvazione del previsionale 2016".

L'Amministrazione interviene così con un'operazione di riequilibrio, "sinora mai utilizzata", attingendo a parte degli oneri di urbanizzazione, potendo iscrivere in entrata solo 450.000 euro dei 3,6 milioni di canone. "E' un atto obbligato, in attesa degli auspicati chiarimenti giurisprudenziali e normativi che il Comune, assieme a decine di altri e ad Anci, ha già richiesto in merito". Altra variazione, prosegue Brasini, riguarda le multe, con un "assestamento del dato, proiettato al 31 dicembre, indicato in un meno 2,2 milioni". Una operazione tecnica, basata sull'implementazione del fondo crediti di dubbia esigibilità per due milioni, che conferma come l'Amministrazione non punti a fare cassa con le sanzioni.

"Altro che doccia fredda, la decisione di Adrigas (già SGR) di non riconoscere al comune di Rimini il canone per la concessione delle reti di distribuzione del gas era scontata dopo le prime sentenze dei tribunali ordinari italiani". A tuonare per il buco nel bilancio di palazzo Garampi è Gennaro Mauro, capogruppo in Consiglio Comunale di Uniti si Vince. "Del resto a Palazzo Garampi dovevano sospettare qualcosa, visto che nelle poste di bilancio 2016 avevano inserito solo la metà dei 3.600.000 euro dovuti da Adrigas - prosegue il consigliere comunale. - Se non ci fosse stato un corsa a realizzare opere pubbliche in scadenza di mandato elettorale e fossimo stati più attenti sul versante della spesa, oggi non parleremo di buco finanziario. La situazione di difficoltà finanziaria sul lato delle entrate in cui si è trovato il Comune è stata di difficile gestione, si è reso necessario ha sospendere dal 12 ottobre 2016 l’assunzione di nuovi impegni per spese correnti che non siano spese obbligatorie, circostanza che mai successa negli ultimi anni".

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"È il caso di ricordare - prosegue Mauro - che gestori dei servizi di distribuzione del gas si sono rivolti alla magistratura proprio per l'inerzia degli enti locali che con il contratto di servizio scaduto da anni non hanno indetto nuove gare per la scelta del gestore. La normativa vigente prevede oneri concessori a carico dei gestori fino a 10 volte inferiori a quelli fino ad ora dovuti, nel caso che il servizio venga affidato con una gara. Ci pare comprensibile il ricorso al giudice.  Come valutare il comportamento del Comune di Rimini al quale non sono bastati tre anni per indire una nuova gara. Tale inerzia ha comportato dal 2013 ad oggi un maggior onere a carico del soggetto gestore del servizio, che poi ha trasferito i relativi costi nella bolletta per la felicità  dei cittadini riminesi. Ci attendiamo che si proceda celermente ad indire la gara per il nuovo gestore, non ci sono più alibi. La timidezza con cui le amministrazioni comunali di centrosinistra si approcciano con il mercato per individuare i nuovi gestori di servizi pubblici a incominciare dalla raccolta e smaltimento rifiuti, al trasporto pubblico locale, dal sistema idrico integrato alla distribuzione del gas, ha un impatto negativo sugli importi indicati in bolletta che i riminesi sono tenuti a pagare".
 

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