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"Sono innamorato pazzo di te": e l'amicizia diventa un incubo

Il fatto è esploso ad inizio novembre quando V.A., 24enne riminese, esce con una coppia di fidanzati, dichiarando l'amore per la ragazza: la serata va a rotoli ma da quel giorno lui non sarà più lo stesso

L’attenzione dei Carabinieri per le molestie, le persecuzioni ed i reati che vedono coinvolte le vittime vulnerabili (donne e bambini in special modo) è molto alta. Le cronache nazionali raccontano di oltre 120 donne che, nel solo 2012, hanno perso la vita come “ultimo atto” di storie tormentate, relazioni finite e rapporti di convivenza violenti e drammatici. L’ultimo caso di cui l’Arma si è occupato e quella di un amico – spasimante molesto che, nel pomeriggio di lunedì, è stato arrestato per stalking e violazione di domicilio aggravato.

ESCE CON UNA COPPIA, MA LA SERATA VA A ROTOLI - Il fatto è esploso in maniera compulsiva nella prima decade di novembre quando V.A., 24enne riminese, incensurato ed operaio, dopo la rottura di una sua relazione amorosa (durata oltre 5 anni) esce, dopo cena, con una coppia di amici fidanzati e, improvvisamente, dichiara il suo “amore” all’inconsapevole amica, denunciando al fidanzato di lei anche un rapporto intimo. La serata va a rotoli e, di fronte alla reazione della donna, lo spasimante ritratta tutto e va via sconsolato, chiedendo di essere capito per la particolare situazione che stava vivendo.

GLI SMS MOLESTI - I giorni seguenti sono caratterizzati da una serie di sms che lo spasimante respinto rivolge prima alla ragazza 23 enne, poi alla coppia, chiedendo in primo momento scusa per l’episodio dell’altra sera, poi ribadendo la sua infatuazione per la ragazza e poi ancora un incontro con entrambi per chiarire l’equivoco. La ragazza non si fida e decide di rompere il legame. Ecco, allora, l’evoluzione. Nel pomeriggio dell’8 novembre, dopo una quindicina di sms, l’operaio si presenta sotto casa della ragazza e bussa con insistenza alla porta. La riminese risponde e chiede all’amico di andare via e che non vuole assolutamente vederlo.

DA SPASIMANTE A VIOLENTO - In preda ad un bisogno compulsivo di incontrare la ragazza, il giovane diventa violento nel linguaggio e poi prende a calci il cancello del condominio di via del Capriolo. Poi scavalca e prova a forzare la porta dell’androne condominiale, danneggiandone la maniglia. Infine, arrampicandosi sulla tettoia del portone, arriva ad una finestra del piano rialzato che è aperta, entra nelle scale e prende a calci la porta dell’appartamento della donna, nel frattempo rifugiatasi dalla sorella. La ragazza, molto impaurita, allerta i Carabinieri sul 112,  che inviano sul posto una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile identificando il ragazzo che, nonostante allontanato dal fidanzato di lei, ancora girovagava nella strada.

ARRIVANO I CARABINIERI, HA UN MALORE - Il giovane riminese di 24 anni, mentre i militari lo stanno identificando, viene colpito da un improvviso malore e, allora, viene allertata una ambulanza che lo trasporta al pronto soccorso per le cure del caso. La ragazza, ancora sotto shock, si porta presso la caserma di Via Carlo Alberto dalla Chiesa e denuncia l’accaduto al Maresciallo presente che, seguendo un consolidato modulo operativo approntato dall’Arma anche d’intesa con la Procura  della Repubblica, raccoglie tutti gli elementi utili per configurare a carico dell’uomo le sue responsabilità per stalking e violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose.

IL RITORNO - Ma la storia non finisce qui. Il giorno dopo il ragazzo viene dimesso e ritorna sotto casa di lei a “farle la posta”. In preda al suo desiderio di vederla, il giovane scavalca il cancello e accede alle scale rompendo il portone d’ingresso del condomino. I vicini di casa, impauriti, chiamano le Forza dell'Ordine ed arriva una pattuglia per soccorrerli. Il giovane, nel frattempo si è allontanato, ma appena le divise vanno via, ritorna. Nuovo intervento e questa volta l’operaio viene bloccato e condotto in ospedale per un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Nel frattempo la ragazza ritorna in Caserma e integra la sua denuncia: come suggeritole dal Maresciallo, porta tutti gli sms che aveva ricevuto in quei giorni e indica i nominativi delle persone che possono riferire sul caso. Il Maresciallo subito acquisisce gli atti degli equipaggi intervenuti e convoca i testimoni per cristallizzare i fatti e le circostanze.

La Procura di Rimini, puntualmente informata degli episodi, ravvisa a carico del giovane gravi indizi di colpevolezza e richiede al Tribunale l’applicazione di una misura cautelare custodiale. Il GIP, valutati i fatti e gli elementi raccolti, accorda la misura degli arresti domiciliari, ritenendo che il contesto familiare sia idoneo a far comprendere al giovane 24enne il disvalore della sua condotta e i danni che ha cagionato nella ragazza, la sua famiglia ed il suo vicinato. Nei prossimi giorni l’operaio sarà sentito per l’interrogatorio di garanzia.


Nella provincia di Rimini l’Arma dei Carabinieri ha avviato una proficua collaborazione con gli attori del territorio: la rete antiviolenza di cui fanno parte i Carabinieri, conta sinergie a livello locale come la Provincia di Rimini, le Amministrazioni Comunali, l’A.U.S.L. di Rimini, le associazioni di volontariato e il mondo della Scuola. Ebbene ad oggi sono state tenute numerose conferenza con giovani delle scuole medie superiori, con alcune associazioni culturali ed interessanti dibatti in alcuni teatri e spazzi cittadini ove il delicato tema del femminicidio e della violenza di genere è stato affrontato con parole semplici, con l’intervento di esperti e con dei consigli utili che i Carabinieri da tempo propongono con un loro volantino distribuito in tutti i municipi, le scuole ed i pronto soccorso degli ospedali del comprensorio.

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