Stalking, i Carabinieri a lezione al “Marco Polo”

Lezione particolare agli studenti delle 3^, 4^ e 5^ classi dell’Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Marco Polo” di Rimini. Il Capitano dei Carabinieri Vincenzo Giglio ha affrontato il delicato tema delle violenza

Lezione particolare agli studenti delle 3^, 4^ e 5^ classi dell’Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Marco Polo” di Rimini. Il Capitano dei Carabinieri Vincenzo Giglio ha affrontato il delicato tema delle violenza di genere e della tutela delle vittime vulnerabili. Circa 400 ragazzi hanno partecipato con vivo interesse all’incontro formativo promosso con tenacia dalla professoressa Benedetta Magnani per parlare ai giovani di legalità e delle risorse in campo per la tutela delle vittime vulnerabili.

Le due ore di incontro e dibattito sono letteralmente volate via. Ai giovani uditori è stato spiegato il complesso fenomeno della degenerazione di rapporti umani, quasi sempre la causa scatenante del delirio ossessivo dello stalker, gli strumenti normativi a tutela delle vittime, la figura giuridica del reato di “atti persecutori”, i poteri del giudice, le pene e le conseguenze per coloro che si rendono autori di tali spirali di violenza. Nel commentare i dati statistici sul fenomeno, oltre ad evidenziare l’elevato numero di persone che, ogni anno, perdono la vita per mano di “ex partner” e per relazioni “finite male”, è stato rappresentato che la gabbia di violenza e persecuzione che caratterizza questo reato può colpire “chiunque” nel momento in cui ci si lascia soggiogare da qualcuno che, in maniera ossessiva, controlla la nostra vita, che influenza le nostre scelte ed è capace di farci cambiare le nostre abitudini di vita.

Il primo passo per “uscire” da questa spirale di violenza è prendere consapevolezza della situazione, non accettare “il famoso ultimo appuntamento”, parlare con amici e parenti della situazione, trovare il coraggio “di denunciare” i fatti ed il loro autore. Agli alunni è stato spiegato che esiste una rete nazionale e locale antiviolenza: chi si dovesse trovare in situazioni drammatiche o, semplicemente ha bisogno di aiuto, può rivolgersi ai Carabinieri, alle Forze dell’Ordine, ai servizi sociali del comune, agli sportelli “per lei” della provincia o all’Ausl ed ai suoi presidi sanitari e tutti questi enti saranno pronti ad aiutarlo concretamente, anche dando loro un rifugio in una “casa protetta”.

Nell’affrontare il tema è stato fatto riferimento anche ad alcuni casi concreti di cronaca che si sono verificati in questo territorio (un uomo vittima di una sua ex che poi ha perseguitato anche la sua nuova compagna; una ragazza che frequentava un liceo della provincia che venne addirittura raggiunta a scuola, durante le lezioni, dal suo ex fidanzato ossessivo, la ragazza di 24 anni che, per ben tre volte, aveva perdonato il suo aguzzino ed era tornato a convivere con lui fino ad essere segregata in casa, infine l’ultimo episodio di ieri della famiglia stalker che non accettava la relazione e le scelte di vita della loro figlia, ecc) ed i ragazzi sono rimasti molto colpito di come, “delle brave persone” - nell’impeto del momento e perché mal hanno interpretato una “storia finita” - si sono resi autori di fatti anche gravi, per i quali poi ne hanno dovuto rispondere davanti al Tribunale e, molti, sono stati colpiti da provvedimenti limitativi della libertà (ordinanza di custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari, ecc.).

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