Stanati i furbetti della mensa scolastica, in 2 anni rette non pagate per 800mila euro

Linea dura del Comune di Rimini per recuperare gli insoluti di chi si era "dimenticato" di pagare i servizi educativi

Supera quota 800 mila euro il totale recuperato sulle rette insolute nei servizi educativi per le annualità 2016 e 2017. Un recupero che procede regolarmente e a pieno regime, e che continuerà regolarmente nei prossimi mesi utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge. Questa operazione di equità sta avendo anche un importante effetto deterrenza sull’oggi. Basti pensare che nel 2018 la percentuale iniziale di insoluto si è già sensibilmente contratta, passando dal 20% delle annualità precedenti a previsioni per quest’anno in sensibile diminuzione, vicine al 10%. Non solo, aumentano anche i tempi di recupero, visto che in soli 15 giorni dall’invio dei solleciti per l’annualità 2018 sono tornate nelle casse comunali quasi 10 mila euro.

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“Risultati ancora più importanti – sottolinea Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini – perché arrivati semplicemente attraverso il dialogo con queste famiglie. Un metodo affidato a personale preparato che contatta telefonicamente e riceve personalmente le famiglie, spiegando dove vanno a finire e a cosa servono quei soldi. Il punto è proprio questo, perché vanno ad offrire un pasto per tutti i bimbi delle nostre scuole, nessuno escluso. Nessun bambino, nelle scuole di Rimini, resta senza pasto. Questo siamo e questo vogliamo essere. Leggiamo periodicamente di Comuni in cui, a causa dei comportamenti della famiglia, sono i piccoli alunni stessi a subire differenze di trattamento ala presenza dei compagni di classe. Poi sono slanci altruistici di un singolo, famoso o meno, a riparare magari a forme a mio avviso non accettabili di ‘riscossione’. Ecco, noi lavoriamo perché non si arrivi mai a quel punto, perché non esiste che un bimbo non mangi o sia comunque discriminato per motivi economici. Quello che però è giusto fare è recuperare da quelle famiglie, con confronto e determinazione, che invece sono nella possibilità di farlo per recuperare quanto devono non tanto al Comune ma alla collettività riminese. Ogni euro recuperato va infatti indirizzato in servizi di diritto allo studio e alla persona per potenziare l’aiuto a quelle famiglie oggettivamente in difficoltà”.  

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