Cronaca

Stangata inflazione: anche a Rimini elettricità e gas con bollette sempre più salate

Il 2021 si chiude con il maggior incremento dei prezzi per le voci abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+6,7%) e trasporti (+4,7%)

Nell’ambito dell’Osservatorio economico, la Camera di commercio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) ha elaborato alcuni dati circa l’andamento dell’inflazione nei territori di riferimento dell’ente, relativi all’anno 2021. In termini medi annui, la variazione dell’indice dei prezzi al consumo Istat per l’intera collettività (Nic) per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia), nel 2021, è stata pari a +1,9% (+2,0% in Emilia-Romagna, +1,9% a livello nazionale); questa fa seguito alla chiusura in negativo dell’anno 2020 (sul 2019) e si pone come il maggior incremento nel medio periodo (ultimi cinque anni).

Nel dettaglio, in base alle divisioni di spesa, il maggior incremento dei prezzi riguarda le voci “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” (+6,7%) e “trasporti” (+4,7%). In merito alla prima, occorre specificare che la crescita è dovuta soprattutto alle componenti dell’elettricità, del gas e degli altri combustibili (+15,6%), rispetto ad abitazione ed acqua, con un aumento verificatosi soprattutto nella seconda parte dell’anno e, in particolare, nell’ultimo trimestre (+30,4% la variazione media su ottobre-dicembre 2020).

A seguire, nell’ordine, troviamo le seguenti divisioni: “ricettività e ristorazione” (+2,4%), “servizi sanitari e spese per la salute” (+1,3%), “bevande alcoliche e tabacchi” (+0,5%), “ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,4%) e “prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+0,3%). Sostanzialmente stabili “mobili e articoli per la casa” (-0,1%) mentre risultano in calo “comunicazioni” (-2,8%), “abbigliamento e calzature” (-1,8%) e “istruzione” (-0,9%).

L’inflazione media annua rilevata in provincia di Rimini nel 2021 è stata la più bassa in regione, insieme a quella rilevata a Parma, Ferrara e Ravenna (+1,9% in tutte e tre); le più alte, invece, si sono verificate a Reggio Emilia (+2,3%), a Bologna (+2,1%) e a Forlì-Cesena (+2,1%).

“Ad un’analisi generale, a fronte di una forte richiesta di stabilità, lo scenario in questa fase è purtroppo caratterizzato, oltre che da un aumento dei prezzi sempre più sostenuto e vischioso, da difficoltà di reperimento di manodopera e di materie prime e semilavorati, cruciali in un contesto dove le catene globali del valore sono in veloce e continua riconfigurazione – commenta Roberto Albonetti, Segretario generale della Camera di commercio della Romagna –. Il 2022, almeno nel primo semestre, appare come un anno di ritorno alla ormai “normale” incertezza, in uno scenario fortemente condizionato dall’evoluzione endemica dell'emergenza sanitaria. Tuttavia, va evidenziata una forte tenuta e resilienza del nostro sistema economico-imprenditoriale, dove, con grande responsabilità, gli imprenditori hanno ridotto i margini di contribuzione favorendo un contenimento dell'indice di inflazione. É bene continuare a supportare il sistema delle imprese attraverso un abbattimento strutturale degli oneri di sistema sul costo dell'energia, una proroga dei prestiti garantiti e riconfermando strumenti quali la Cig Covid in settori particolarmente colpiti quali il turismo ed il terziario”.

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