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Spiagge candidate all'Unesco e il ruolo di Villa Mussolini: "Assurdo connubio che l'Europa boccerà"

L'intervento dello storico Daniele Susini: "Sembra sorprendente non capire che appena questa notizia arriverà agli organi competenti tomberà la candidatura"

"L’Unesco e Mussolini: l’assurdo connubio che l’Europa boccerà". Con queste parole interviene Daniele Susini, storico riminese e autore di libri sulla Resistenza che guarda alla decisione del Comune di Riccione di fare di “Villa Mussolini”, in realtà “Villa Margherita”, come precisa Susini, la sede per il comitato promotore per la candidatura della spiaggia della Perla Verde a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

"Una scelta che lascia sbalorditi, sia per l’ossimoro con il quale si vuole sovrapporre “il patrimonio dell’Umanità” e “Mussolini” sia per l’effetto negativo che questa sovrapposizione potrà avere su questa candidatura. Se si possono intuire, ma non tollerale, le piccole ambizioni di provincia, sembra per lo meno sorprendente non capire che appena questa notizia arriverà agli organi competenti tomberà la candidatura a questo prestigioso riconoscimento. In tutto il mondo, Mussolini e Hitler, sono considerati mali assoluti, e per un organo teso a proteggere e valorizzare i più importanti beni materiali e immateriali dell’uomo, tale accostamento non potrà che essere preso come una provocazione inaccettabile".

Incalza Susini: "Forse sarà bene ricordare ai distratti promotori a chi si dovranno rivolgere: per farlo prenderò in prestito le parole finali del discorso che Shlomo Venezia, Sonderkommando di Auschwitz - Bierkenau, quando è stato invitato presso la sede parigina dell’Unesco a tenere l’orazione per le celebrazioni del 27 gennaio 2010. “È a voi, dunque, che mi rivolgo, a voi che rappresentate Istituzioni importanti per il futuro del mondo, a voi che avete in carico l’educazione delle giovani generazioni, perché è essenziale che assumiate su di voi e proseguiate il compito della testimonianza, delle nostre testimonianze, per lottare contro l’oblìo, per impedire che si volti la pagina su Auschwitz, per lottare contro i negazionisti e per difendere la verità storica. É il nostro dovere, nostro, dei sopravvissuti, anche a nome di tutti i nostri cari scomparsi nella Shoah, chiedervi di non abbassare la guardia, chiedervi di impegnarvi a fare tutto quanto vi è possibile per preservare il mondo dal ripetersi di tali atrocità.” Non vedo come un organo così impegnato nella diffusione dei valori dell’antifascismo e della Memoria della Shoah possa, in qualsiasi modo, accettare una simile accostamento".

Unesco, il patrimonio da candidare

Prosegue lo storico: "L’utilizzo di quella dizione umilia la storia di Riccione che è stata vittima delle politiche del duce, mentre invece sono stati gli antifascisti, in primis quel Gianni Quandamatteo, primo Sindaco partigiano, a farla risorgere da quei lutti e quelle distruzioni. Aspetto che rende ancora più grottesca questa trovata, è il fatto che dietro a quella villa si nasconde (ma non troppo) la triste e dolorosa storia della famiglia Matatia, ebrei scomodi vicini di casa dell’italico dittatore, che sono stati costretti a svendere la propria abitazione per non imbarazzare il regime. Ebrei che come tutti gli altri saranno perseguitati dal regime e alcuni di essi periranno nei lager nazisti. Per questo motivo rammarica il fatto che l’Amministrazione Comunale, a dir il vero non solo quella attualmente in carica, chiami ufficialmente quella casa “Villa Mussolini”, pur sapendo che non si è mai chiamata in quella maniera e conoscendo la sua storia. Non di meno ferisce e addolora che l’Università di Bologna, l’ateneo più antico al mondo, che ha aderito nel 2018 alle scuse ufficiali verso la comunità israelitica italiana offesa dalle leggi razziali, possa essere coinvolta in questo tipo di operazione. Quel nome è insostenibile da qualsiasi punto di vista si valuti la situazione, anche se attorno ad esso ci sono dei silenzi assordanti".

Susini evidenzia che da qualche tempo "si nota però che la Fondazione Carim ha ridotto l’utilizzo di quel funesto nome; c’è quindi la speranza che questa battaglia civile che per ora ha sede in un gruppo su Facebook (Per restituire il nome originario a Villa Margherita a Riccione), possa espandersi e trovare maggiore sostegno nei partiti politici che si richiamano all’antifascismo e alla società civile, riccionese e non. Essendo contrario a quest’uso strumentale, da un un lato auspico che questa macchina vada avanti come è stata pensata, perché quando arriverà alla sonora bocciatura o il richiamo, essa peserà come un macigno, e forse finalmente ci sarà una svolta definitiva nella direzione della cancellazione di quest’intitolazione".

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