Strade trasformate in circuiti per gare illegali, tre centauri riminesi a processo

Inchiesta dei carabinieri Forestali inguaia i motociclisti che scorrazzavano a velocità folli lungo l'appenino aretino

Dopo una complessa indagine durata oltre un anno, tre cittadini riminesi di età compresa tra i venti e i trent’anni andranno a processo perché sono accusati di avere imbastito gare in velocità su strada. Si tratta del primo accertamento di questa tipologia di reato previsto dal Codice della Strada, finora mai contestato in provincia di Arezzo. Come scrive ArezzoNotizie, tutto ha avuto origine dalla campagna per la sicurezza sulle strade montane e dei passi appennini ‘’Defend Life’’, condotta dai carabinieri Forestali.

Le accuse ai motociclisti
"Questa volta - accusano i Forestali - non si è trattato però di abituali contestazioni per singoli episodi di guida irregolare, bensì dell’accertamento di vere e proprie performance sportive competitive, ripetute lungo la strada regionale del passo dello Spino nel Comune di Pieve Santo Stefano. I protagonisti sono i conducenti di una vettura Toyota GT86, e due moto, una Honda Cbr 1000 e una Suzuki Dr 400, che in ben due occasioni, ad agosto e settembre dello scorso anno, si erano sfidati a vicenda dando origine ad una sorta di Fast and Fourius".

I tre, secondo il dispositivo di citazione a giudizio, ‘’…in condizioni di traffico intenso per il periodo turistico, gareggiavano in velocità violando reiteratamente le norme di comportamento del Codice della Strada. In particolare, senza mai perdere il contatto tra di loro si seguivano a vicenda 'in scia' accelerando e decelerando repentinamente, effettuando reiterati e reciproci sorpassi vietati in corrispondenza e prossimità di curve, circolando contromano nell’opposto senso di marcia sia in prossimità e in corrispondenza di curve, spostandosi repentinamente da una corsia all’altra per ostacolare l’altrui sorpasso e superando di oltre 60 km/h il limite di velocità massimo imposto dalla segnaletica verticale per quel tipo di strada (fissato in 50-90 km/h a seconda del tratto). Il tutto determinava una compromissione della sicurezza della circolazione stradale in quel momento interessata dal transito di veicoli, mezzi turistici e agricoli…’’.

L'indagine della Procura di Arezzo
L’indagine diretta dal Pubblico Ministero Angela Masiello è stata svolta dai Carabinieri Forestali del Gruppo di Arezzo e della stessa Procura della Repubblica attraverso complessi accertamenti che hanno richiesto appostamenti in sequenza con l’impiego di oltre 10 telecamere, telelaser, l’istallazione di sistemi di localizzazione telefonica e satellitare, pedinamenti, perquisizioni, analisi di materiale informatico ed indagini sui social.

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"La Polizia Giudiziaria - aggiunge la nota della Forestale - è riuscita a documentare due intere sequenze di gara mediante un sistema di riprese in continuo effettuate da 6 diverse postazioni dislocate lungo la strada e con l’ausilio di auto civetta, consentendo all’autorità giudiziaria di constatare integralmente le condotte contestate. Il veicolo e i motocicli sono stati sottoposti a sequestro preventivo per la successiva confisca. Gli ausiliari tecnici della Motorizzazione Civile di Arezzo hanno inoltre accertato varie modifiche alle caratteristiche costruttive e funzionali dei mezzi sequestrati rispetto ai modelli approvati, quali: Successive analisi hanno consentito di rintracciare anche audio e video pubblicati nei social e conservati in memoria nei telefoni degli indagati, attestanti altri episodi del tutto analoghi a quelli contestati, verificatisi sempre in provincia di Arezzo, a riprova dell’abitudine dei soggetti a condotte del genere".

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