Strage di Fragheto, assolti a sorpresa i due ex ufficiali nazisti

Assolti i due ex ufficiali nazisti processatiper la strage di Fragheto, del 7 aprile del 1944. La sorprendente sentenza emessa giovedì dal Tribunale Militare di Verona è motivata dall'insufficienza di prove

Assolti i due ex ufficiali nazisti processati (in contumacia) per la strage di Fragheto, del 7 aprile del 1944. La sorprendente sentenza emessa giovedì dal Tribunale Militare di Verona è motivata dall'insufficienza di prove. Sconforto e rabbia vengono espressi dal presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, e dell'assessore all’alta Valmarecchia, Stefania Sabba: “È francamente difficile nascondere il rammarico per la sentenza verso i due ex ufficiali tedeschi rimasti ancora in vita e ritenuti tra i responsabili della terribile strage di Fragheto, dove il 7aprile del ‘44 le forze nazifasciste, per rappresaglia, rastrellarono un interno paese trucidando freddamente 15 donne, 7 bambini, 6 anziani, 2 giovani (su un totale di 75 abitanti)”.

La lunga attesa della popolazione di Casteldelci e Fragheto, nell'alta Valmarecchia, che chiedeva giustizia anche se dopo quasi 70 anni di insabbiamenti e ritardi nell’individuazione dei colpevoli di tanto orrore, 33 morti, è stata (forse definitivamente) frustrata. E’ come se la morte del principale imputato, il 101enne Karl Schafer, avesse fatto cadere le accuse anche nei confronti di Karl Weis (92 anni) e Ernst Plege (90)

“Una strage ignobile che ha cancellato la vita di un paese (oggi abitato da  solo 5 persone) e per la quale abbiamo con tutti i mezzi lottato per ottenere almeno la giustizia storica. Oggi invece ci sentiamo profondamente amareggiati ed offesi, per una decisione alquanto discutibile che ancora una volta, come non di rado succede su episodi di questo tipo, non fa coincidere il concetto di legge con quello di giustizia. Una giustizia storica dovuta alle famiglie, al paese, alla comunità tutta del nostro territorio, non certo per spirito di rivalsa verso i due anziani ultracentenari tedeschi – si legge nella nota dell'amministrazione - Ciò che è accaduto in quei giorni rappresenta infatti uno degli episodi più dolorosi e gravi che abbia subito il nostro territorio durante la seconda guerra mondiale. Si, perché quella  tragedia infame fu  perpetrata su donne, anziani, bambini, senza risparmiare neonati, infermi, ragazze in attesa. La strage di Fragheto è il più rilevante ed emblematico episodio di una serie di crimini perpetrati su cittadini inermi della nostra provincia durante il periodo dell’occupazione nazifascista. Un vortice di violenze accompagnato da una scia di sangue che hanno lasciato profonde ferite nelle comunità locali”.

“Un crimine che come tanti altri episodi avvenuti in quegli anni tragici, sono stati fatti cadere nell’oblio per l’inerzia delle istituzioni statali negli anni immediatamente successivi alla guerra. Il caso simbolo di tutto ciò fu il ritrovamento a Roma del così detto “armadio della vergogna”, un enorme registro contenente fascicoli e informazioni relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante la guerra, il cui recupero ha permesso la ripresa delle indagini solo recentemente, con tutte le ovvie difficoltà relative al recupero delle prove e delle testimonianze. Anche se non ci hanno concesso la giustizia tanto attesa, siamo convinti che la riapertura stessa del processo per la strage di Fragheto, le indagini fatte per ricostruire l’organigramma delle truppe nazifasciste presenti in loco, le ricerche e le testimonianze per ricostruire minuziosamente i fatti, l’individuazione dei due ufficiali rimasti ancora in vita, siano state comunque un processo fondamentale per ricostruire se non altro la verità storica di quegli eventi. Tutto questo è comunque importante perché “la ricerca della verità - come affermano i piccoli alunni della scuola elementare di Casteldelci citati nel libro sull’eccidio di Marco Renzi – è un vaccino non soltanto consigliato ma assolutamente indispensabile”.  Non bisogna dunque dimenticare la furia e la ferocia dell'uomo che in quel pomeriggio del 7 aprile 1944 si scagliò su innocenti, persone semplici che persero la vita venendo uccisi barbaramente. Dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto fino ad oggi, valorizzando la Memoria in una prospettiva di educazione alla pace che non sia solo il ricordo di un passato, ma l’elaborazione attiva e la costruzione di una comunità capace di convivere secondo i più alti ideali di pace, giustizia e solidarietà, affinché gli spettri e la ferocia del passato non ritornino mai più. Anche per questo la Provincia di Rimini chiederà alla Prefettura di Rimini il permesso di poter esporre, insieme a tutti i 27 Comuni del nostro territorio, ogni 7 aprile, la bandiera a mezz’asta in ricordo delle vittime innocenti di Fragheto”.

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