Cronaca

Stroncato un maxi giro di false patenti bulgare per guidare i mezzi pesanti

Sfruttando una falla nel sistema burocratico della Motorizzazione Civile, la banda era in grado di ottenere un documento italiano autentico

E' di 10 persone indagate, tutte di nazionalità bulgara, e 24 patenti sequestrate il bilancio dell'operazione "Bulgaria" della polizia Stradale di Rimini che ha scoperto un maxi giro di documenti di guida contraffatti. Nel mirino degli inquirenti sono finite anche due agenzie riminesi di pratiche auto attraverso le quali venivano inviati alla motorizzazione i documenti necessari alla falsificazione delle patenti. Il gruppo, tra cui anche due donne, si serviva di una falla nel processo burocratico per la conversione dei documenti di guida stranieri in patenti italiane. In particolare, chi desiderava ottenere il documento di guida per i mezzi pesanti, si affidava ad alcuni falsari bulgari in grado di sfornare delle patenti di quello Stato. Una volta arrivati in Italia, i documenti di guida venivano girati alla Motorizzazione la quale, non sospettando che si trattasse di falsi, provvedeva ad emettere un tagliando da applicare alla patente con un numero "virtuale" che corrispondeva alla banca dati italiana.

Una volta ottenuto questo, l'intestatario della patente non doveva far altro che denunciarne lo smarrimento per ottenere, grazie al numero "virtuale", il duplicato con una patente italiana vera e con tutti i permessi di guida necessari per mettersi al volante dei mezzi pesanti. Oltre a questo, i truffatori riuscivano ad ottenere anche la Carta di Qualificazione del Coducente che lo abilitava alla guida professionale. Grazie a questo stratagemma, nel corso delle indagini il personale della Stradale si è imbattuto in due romeni che, proprio con le patenti false, avevano ottenuto un lavoro di autista. A insospettire gli inquirenti, è stato l'elevato numero di richieste di conversione di patenti straniere presentate nelle varie Motorizzazioni e, in particolare, nella provincia di Forlì-Cesena.

Nella mattinata di giovedì, sono scattate una serie di perquisizioni nelle varie sedi della Motorizzazione e, in particolare, a Rimini, Ravenna e Siena. Gli inquirenti hanno trovato una mole di documenti definiti interessanti per il proseguo delle indagini che, attualmente, sono ancora in corso per cercare di individuare quanti bulgari, al momento, sono alla guida di mezzi pesanti pur non avendone i requisiti.

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