Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Strutture per anziani e disabili, dalla Regione altri 32 milioni a sostegno

L'assessore alla Sanità Raffaele Donini: "Il sistema delle residenze ha pagato un prezzo elevatissimo. Ad oggi registriamo 1.821 positivi su 27.000 degenti"

Per aiutare le strutture per anziani e disabili, tra le più colpite dalla pandemia, l'Emilia-Romagna stanzia altri 32 milioni di euro a favore dei gestori dei servizi accreditati. Tre le mosse della Regione, decise dopo il confronto con le stesse strutture: prima di tutto l'adeguamento delle tariffe, per le quali la Giunta Bonaccini ha stanziato sette milioni di euro, finalizzato al riconoscimento dell'aumento contrattuale per gli operatori. Le tariffe aggiornate saranno riconosciute dal luglio 2020 solo per chi applica i più recenti contratti collettivi nazionali. La Regione ha poi deciso di riconoscere la quota socio-sanitaria per i posti accreditati non occupati dal 20 marzo in poi a causa del covid e delle misure anti-contagio. Infine, la quota più importante del fondo messo a disposizione (circa 20 milioni di euro) riguarda la fornitura diretta di dispositivi di protezione oppure il rimborso degli approvvigionamenti. "E' un intervento molto concreto- sottolinea la vicepresidente Elly Schlein, venerdì in conferenza stampa- per garantire la tenuta del settore. Stiamo valutando anche ulteriori margini per il 2021, in bilancio abbiamo già previsto un fondo per far fronte ai maggiori costi delle strutture". Ad oggi, sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, "il sistema delle residenze ha pagato un prezzo elevatissimo. Ad oggi registriamo 1.821 positivi su 27.000 degenti", a cui si aggiungono "alcune centinaia" di operatori sanitari. "Le strutture con almeno un caso sono 169 su 1.428- aggiunge Donini- nulla di paragonabile a marzo e aprile, ma è comunque una situazione che ci vede impegnati ancora ad assistere le strutture".

La Giunta Bonaccini conferma poi l'intenzione di arrivare a una "riforma dell'accreditamento nei prossimi mesi, pandemia permettendo", assicura Donini, attraverso "il dialogo, il confronto e condivisione" con tutti i soggetti interessati. "Sarà una discussione larga e partecipata- garantisce Schlein- occorre ripensare il sistema nel suo complesso, per riqualificare i servizi, il lavoro e la sostenibilità economica. Dovremo inoltre investire sull'assistenza domiciliare e indagare soluzioni intermedie, come l'abitare condiviso". 

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