Studentessa tedesca punta il dito contro ex allievi della polizia di Stato: "Mi hanno violentata a turno"

E' durato oltre tre ore l'interrogatorio della giovane turista che sarebbe stata stuprata da due ragazzi in un hotel riminese

Si è svolto nel pomeriggio di martedì l'interrogatorio per rogatoria in Germania della turista tedesca che, nell'agosto del 2018, sarebbe stata violentata da due allievi della polizia di Stato in un hotel di Rimini. Davanti ai magistrati la giovane, all'epoca 19, ha parlato per oltre 3 ore ripercorrendo l'incubo vissuto tra il 25 e il 26 agosto quando si trovava in vacanza sulla Riviera insieme a delle amiche. In quell'occasione, nell'albergo di via Siracusa, aveva conosciuto i due ragazzi di 21 e 23 anni anche loro al mare per trascorrere le ferie e che erano studenti della scuola della Polizia di Stato di Brescia. La vittima ha raccontato che, insieme alle amiche, si era intrattenuta coi ragazzi ma a un certo punto i gruppi si erano separati con la 19enne che era rimasta sola con gli allievi poliziotti.

Sarebbe a questo punto che, secondo il racconto, sarebbe avvenuta la duplice violenza coi due ragazzi che, a turno, avrebbero abusato della straniera costringendola a un rapporto orale. La studentessa era poi uscita dalla stanza raccondando tutto prima alle amiche e, poi, al titolare della struttura ricettiva che ha chiamato la polizia di Stato. Il personale della Questura riminese, verso le 18, era accorso sul posto con gli inquirenti della squadra Mobile che avevano identificato il 21enne e il 23enne mentre, la vittima, era stata portata al pronto soccorso per gli esami di rito. Dagli accertamenti medici sarebbe emerso lo stupro anche se, i medici, non avrebbero trovato tracce di violenze fisiche. Dimessa nella notte, gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Davide Ercolani, aveva ascoltato in Questura i racconti delle tre amiche tedesche denunciando infine per violenza sessuale di gruppo i due italiani.

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Il 21enne eil 23enne, difesi dall'avvocato Moreno Maresi anche lui presente oggi all'interrogatorio, dal canto loro hanno sempre negato ogni addebito sostenendo che la giovane tedesca era del tutto consenziente e non l’avevano costretta a fare niente che non volesse. Le pesanti accuse, tuttavia, hanno messo la parola fine alle loro aspirazioni di entrare nella polizia di Stato: già all'epoca il direttore della scuola aveva fatto partire subito la procedura di sospensione, mentre i vertici romani della Polizia avevano assicurato che avrebbero usato il massimo rigore.

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