Cronaca Cattolica

La vittima della violenza sessuale: "Sotto choc e con crisi di pianto, non si fiderà mai più delle persone"

La ragazza ha denunciato lo stupro avvenuto nel parcheggio di un locale di Cattolica, i carabinieri sono risaliti al presunto autore che è stato arrestato

E' sotto choc e con crisi di pianto la ragazza che, nella notte tra sabato e domenica, sarebbe stata violentata da un 22enne albanese nel parcheggio di una discoteca di Cattolica. "Per lei un trauma indicibile - racconta l'avvocatessa Elena Fabbri che assiste la giovane in questo duro momento. - A 24 ore dall'accaduto ha iniziato a realizzare quello che le è successo e, dopo i primi momenti di terrore, adesso è ancor più traumatizzata e continua a piangere. Un'esperienza che l'ha segnata a vita e, adesso, dubito che in futuro potrà fidarsi delle persone". Per la giovane vittima quella che doveva essere una serata da trascorrere in compagnia degli amici si è trasformata in un incubo e, adesso, anche con la consapevolezza che il suo aggressore si trova dietro le sbarre la ferita continua a fare estremamente male. Nel frattempo va delineandosi quanto accaduto al Malindi la notte tra sabato e domenica: una compagnia di tre amiche, l'arrivo di un ragazzo amico di una di loro e altri due giovani amici di lui. Un copione classico per i fine settimana dei giovani ma che, per la vittima, è diventato un horror in piena regola.

"La mi assistita - prosegue l'avvocatessa Elena Fabbri - mi ha confessato di non aver avuto alcun interesse per quel giovane arrivato nella compagnia. Ha parlato con lui del più e del meno e, alla sua proposta di uscire dal locale per continuare a chiacchierare, ha risposto affermativamente solo perchè la musica era troppo alta. Quando, una volta fuori, lui l'ha afferrata per i fianchi cercando di spingerla tra la vegetazione lei ha cercato subito di chiedere aiuto mandando un messaggio sul cellulare agli amici ma, oramai, era troppo tardi". Il 22enne, secondo quanto ricostruito, le avrebbe strappato i vestiti per poi abusare di lei nella vegetazione tra il parcheggio e la foce del fiume Conca. Una mezz'ora da incubo per la ragazza che, sconvolta, è poi tornata a cercare le amiche per chiedere aiuto e raccontare loro della violenza.

Quando gli amici della vittima hanno scoperto l'accaduto nel locale è scoppiato il caos: prima inveiscono contro il gruppo di albanesi, ancora sul posto, e nel frattempo arrivano degli amici delle giovani che informati di quanto accaduto danno fuoco alle polveri. Si è scatenata una rissa con calci e pugni e lo stesso presunto violentatore è stato aggredito da un amico della vittima. Sul posto sono intervenuti i i carabinieri, allertati dalle ragazze, e le ambulanza del 118 per medicare i feriti e occuparsi della vittima dello stupro. A rimanere a terra, dopo la rissa, è l'amico della ragazza abusata mentre l'aggressore riesce a fuggire. Sia l'amico che la vittima vengono trasportati al pronto soccorso, per il giovane una prognosi di alcuni giorni mentre, per la ragazza, scatta il protocollo di questi casi. I sanitari indicano lesioni compatibili con la violenza per poi dimetterla con una prognosi di 15 giorni. Nel frattempo i carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti, sono già sulle tracce del 22enne, residente nell'entroterra pesarese, e lo arrestano nell'abitazione dello zio presso cui vive. Il giovane, fin da subito, avrebbe negato ogni addebito parlando di un rapporto consensuale ma per lui sono scattate le manette e nella giornata di martedì si terrà l'interrogatorio di convalida.

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