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Si suicida per il dolore dell'artrosi: "Una tragedia che si sarebbe potuta evitare"

Il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL e decano dei terapisti del dolore italiani, sull'anziana riminese che si è tolta la vita bevendo acido muriatico.

Vicinanza alla famiglia, ma anche rabbia “per una morte che si sarebbe potuta evitare, se la classe medica fosse stata più attenta e tutti avessero fatto la loro parte”. Così il professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL e decano dei terapisti del dolore italiani, commenta il caso della donna 94enne di Rimini, che domenica si è suicidata ingerendo acido muriatico perché, come affermato dalla figlie, non voleva più convivere con l’artrosi. “Il 16% dei suicidi è legato al dolorericorda il professor Raffaeli – ma probabilmente nessun medico si era accorto di quanto davvero soffrisse questa donna”. Ma c’è un altro aspetto che rende ancora più tragica la vicenda: “L’artrosispiega Raffaeliè facilmente controllabile con farmaci oppiacei, su cui però continuano a esserci ingiustificati tabu, sia da parte dei pazienti, specie i più anziani, sia da parte dei medici e questo è inaccettabile. Da anni ci battiamo per informare i cittadini che il dolore va trattato e non sopportato e che ci sono specialisti a cui rivolgersi, per chiedere che vengano assegnati più fondi per la ricerca e che sia finalmente e pienamente applicata la legge 38/2010 che regola e garantisce l’accesso alle terapie. È tempoconclude – di alzare il livello di guardia, perché mai più qualcuno debba suicidarsi per colpa del dolore e dell’indifferenza”.

 
Fondata nel 1993 a Rimini dal professor William Raffaeli, la Fondazione ISAL (Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche) opera su tutto il territorio nazionale ed è la prima in Italia per capillarità. Promuove la conoscenza, la ricerca e la formazione medica nell’ambito della terapia del dolore. Inoltre, per dare un primo supporto a chi soffre, insieme a Carta BCC ha attivato il numero verde 800 101288, un call center a cui risponde una equipe medica specializzata (attivo da lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16).

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