Taccheggiano col figlioletto nel passeggino: la "spesa" di marito e moglie si conclude con l'arresto

La coppia, spingendo il passeggino con all’interno il figlio di due anni, dopo essere entrata all’interno del supermercato di un noto centro commerciale della città, ha iniziato ad aggirarsi con fare sospetto

I  Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini giovedì pomeriggio hanno tratto in arresto in flagranza, per il reato di furto aggravato, un 43enne e la moglie di 28 anni, entrambi cittadini armeni da diversi anni residenti a Rimini. La coppia, spingendo il passeggino con all’interno il figlio di due anni, dopo essere entrata all’interno del supermercato di un noto centro commerciale della città, ha iniziato ad aggirarsi con fare sospetto tra gli scaffali dei reparti, prelevando tre paia di scarpe e generi alimentari di varia natura, sempre guardandosi intorno come per assicurarsi di non essere osservati.

Tale atteggiamento guardingo ha insospettito il personale addetto alla sicurezza che, pertanto, decideva di attenzionarli a distanza, allertando nel frattempo il numero di emergenza 112 che ha inviato una pattuglia sul posto. Ed infatti i due, appartatisi nella zona degli articoli per la casa, hanno rimosso le placche antitaccheggio da 3 paia di scarpe, occultandole nel ripiano inferiore del passeggino, riponendo i generi alimentari in una borsa a sua volta appesa al manico del passeggino e coperta con dei giubbotti.

Completata tale operazione, i due, dopo essersi divisi, sono usciti dal negozio oltrepassando le casse dall’apposita uscita “senza acquisti”, per ricongiungersi nei pressi delle scale mobili che conducono al piano inferiore della struttura. In tale frangenti la coppia veniva bloccata dal personale addetto alla sicurezza e consegnata ai Carabinieri, giunti nel frattempo sul posto, i quali hanno rinvenuta tutta la merce, dal valore di oltre 300 euro, riconsegnandola all’avente diritto.

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Condotti in caserma, l’uomo e la donna non hanno potuto fare altro che ammettere quanto loro contestato, restituendo la refurtiva. Dichiarati in stato di arresto, la donna è stata accompagnata in casa al regime degli arresti domiciliari mentre l’uomo è stato trattenuto in caserma in attesa della celebrazione del rito direttissimo. Entrambi sono stati condannati ad 8 mesi di reclusione ed alla multa di 350 euro.

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