Taglio dei parlamentari, la guida al voto del referendum: cosa e come si vota

Il 20 e il 21 settembre chiamata alle urne per il referendum confermativo della riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari

Taglio dei parlamentari, la guida al voto del referendum: cosa e come si vota
Il 20 e il 21 settembre oltre 51 milioni di italiani saranno chiamati alle urne per il referendum confermativo della riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari. Si vota domenica 20 dalle 7 alle 23  e lunedì 21 settembre dalle 7 alle 15. Per votare, come in tutte le consultazioni elettorali, serve la tessera elettorale e un documento di identità. Per accedere al seggio, invece, è obbligatorio l'uso della mascherina. iI Referendum costituzionale che doveva svolgersi il 29 marzo, poi posticipato a causa dell'emergenza Coronavirus. Oltre al referendum si vota per il rinnovo delle amministrazioni delle Regioni Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Veneto e Valle d'Aosta. In due collegi del Senato di Veneto e in Sardegna si vota anche per le supplettive. Si vota infine per la scelta del sindaco di 962 comuni italiani (il principale che va al voto, in Romagna, è il Comune di Faenza).

Per cosa si vota 

 La legge sul taglio dei Parlamentari è stata approvata in via definitiva l'8 ottobre 2019, la cosiddetta 'Riforma Fraccaro'. Con il 'Sì', si conferma la riforma che fa passare il numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600. Nello specifico, i deputati alla Camera si riducono da 630 a 400, mentre i senatori passeranno da 315 a 200. La riforma impone inoltre il tetto di 5 senatori a vita. La principale differenza, cambiando solo il numero dei parlamentari, è il minor costo della politica e il mutato rapporto numerico di rappresentanza  sia alla Camera dei deputati (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre oggi è 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre oggi è 1 ogni 188.424 abitanti). Con il 'No', invece, rimane tutto com'è attualmente, quindi 945 parlamentari. In entrambi i casi non si vota e non muta la legge elettorale, ma in caso di vittoria del 'Sì' sarà necessario ridisegnare i collegi elettorali con una legge ordinaria.

Il Testo del quesito

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?». Con il 'Sì' si approva il testo di modifica, con il 'no' lo si respinge e di conseguenza si toglie effetto alla modifica e gli articoli della Costituzione citati restano immutati.

Non c'è quorum

Essendo un referendum costituzionale non è prevista una soglia di votanti per dichiarare la validità della consultazione (il quorum, come previsto nei referendum aborgativi). Quindi vince chi ottiene il maggior numero di voti, indipendentemente dal numero totale di votanti. 

Le posizioni dei partiti

Sono per il 'Sì' il Movimento 5 Stelle - che ha maggiormente sostenuto la riforma – e poi Pd, Lega e Fratelli d'Italia. Italia Viva e Forza Italia danno libertà di scelta. Il 'no' viene espresso da diversi partiti della sinistra, da +Europa, e a titolo personale da esponenti 'dissidenti' rispetto alla linea ufficiale dei rispettivi partiti, presenti in tutti i partiti del 'Sì', anche nel Movimento 5 Stelle.

Il diritto al voto e la quarantena

Per questa tornata elettorale, gli elettori positivi al Covid sottoposti a trattamento domiciliare e quelli in quarantena o di isolamento fiduciario per sospetto Covid-19 sono ammessi a esprimere il voto presso il proprio domicilio nel comune di residenza. Per acquisire questo diritto, devono far pervenire al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti, tra il decimo e il quinto giorno prima delle votazioni, una dichiarazione che attesti la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dalla Asl, che attesti l'esistenza delle condizioni previste. Anche chi è ricoverato in un ospedale Covid può esercitare il proprio diritto al voto. Presso tutte le strutture sanitarie che abbiano almeno 100 posti-letto devono essere costituite sezioni elettorali con funzioni di raccolta del voto e di spoglio delle schede votate.

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