Taglio di 20 querce secolari a Montefiore Conca, la protesta del Wwf

La decisione è arrivata in seguito al movimento franoso che ha interessato la zona di via Spogna

Il taglio di almeno venti esemplari di querce secolari con una circonferenza di 2 metri ciascuna della specie Roverella, avvenuto nei giorni scorsi sulla via Spogna del comune di Montefiore Conca, lascia sgomento il Wwf di Rimini. In una nota stampa l'associazione sottolinea come 'la rara formazione di querce monumentali tagliate sulla riva a monte della strada in un tratto di circa 200 metri, a valle e nei pressi della rocca malatestiana, con la quale formavano un unico impareggiabile contesto storico – naturalistico, rappresentavano un valore assoluto e così pubblicamente primario. Affrettata appare pertanto la scelta dell’amministrazione comunale, anche se supportata dal sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato, il quale pur giustificando, in considerazione della frana in atto, l’intervento di taglio raso - suolo delle piante, aveva evidenziato le buone condizioni vegetazionali generali delle piante stesse'.

Il Wwf ritiene infatti che, senza sacrificare un così prezioso patrimonio naturalistico, l’ordinanza di chiusura del tratto della strada in questione prontamente adottata in occasione del movimento franoso da parte del corpo di polizia locale, fosse già di per sè stessa idonea a garantire le esigenze di tutela dell’incolumità pubblica. 'Occorre poi precisare - prosegue il comunicato stampa - che la frana e la conseguente chiusura di un tratto della via Spogna, non hanno in alcun modo precluso l’agevole accesso alle case. Si imponeva dunque una più approfondita valutazione degli interessi pubblici coinvolti e delle cause del movimento franoso, in buona parte originato dall’inadeguata regimazione delle acque superficiali a monte della scarpata. Al riguardo ci si chiede quanto ancora si dovrà attendere una rigorosa regolamentazione da parte degli enti pubblici territoriali delle acque superficiali e meteoriche, che ne imponga la regimazione e il naturale deflusso tramite un’adeguata rete di scoli e che risparmi, evitandone il taglio, le specie arboree anche spontanee e le formazioni arbustive, preziose per la conservazione dell’equilibrio idrogeologico del territorio. Perché anziché provvedere alla sistemazione delle strade comunali, che presentano pericolosi avvallamenti e cedimenti, si continua a spendere denaro pubblico per il taglio delle piante e degli arbusti spontanei, che rappresentano la vita di questo territorio? In passato un intero viale di pini nel centro storico è stato tagliato per ragioni poco comprensibili'.

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"La via Sponga - concludono - taglia il versante collinare su cui sorge il castello malatestiano e, da tempo immemorabile, rappresenta una grave ferita nel fragilissimo contesto idrogeologico del Comune, da sempre interessata - questa via - da movimenti franosi di varia consistenza. Le frane rappresentano dunque una condizione strutturale di questa viabilità del tutto secondaria del Comune, che si deve interrogare sull’opportunità stessa di mantenerla in opera nel tratto franato. La stessa infatti è fiancheggiata da rive e scarpate in forte pendenza, al di sopra delle quali si trovano terreni scoscesi. La straordinaria biodiversità dell’area, che ospita numerose specie animali e vegetali di grande valore naturalistico, il legame
con la Rocca Malatestiana, con la quale forma un’inscindibile unità, avrebbero comunque imposto, prima di decretare il sacrificio di numerose piante monumentali, che si elaborasse un progetto di ingegneria naturalistica finalizzato alla paziente ricomposizione dell’area franata, con il minore sacrificio per l’ecosistema, che è stata invece forse definitivamente e irreparabilmente sconvolto.

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