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Cronaca Verucchio

Targhe e totem ad hoc, inaugura il primo “Giardino dei Giusti dell’Umanità” in provincia

Dopo un percorso interdisciplinare con le storiche Francesca Panozzo e Patrizia Di Luca, gli studenti di prima e terza media hanno individuato le sei figure che saranno ricordate e celebrate

Inaugura sabato, 4 maggio, alle 10,15 a Villa Verucchio il primo Giardino dei Giusti dell’Umanità in provincia di Rimini. Uno spazio ricavato in via Giuseppe di Vittorio, di fronte a piazza 25 Aprile, grazie a un progetto interdisciplinare di Educazione alla cittadinanza e di riflessione sulle storie di solidarietà del passato e del presente messo in essere dall’amministrazione comunale insieme alle storiche Francesca Panozzo e Patrizia Di Luca e alle classi prime e terze delle scuole medie del territorio. Al simbolico taglio del nastro, accanto alle istituzioni, saranno quindi presenti i ragazzi coinvolti e la dirigente scolastica Venusia Vita.

“E’ molto importante lavorare sulla storia e sulla memoria del bene e abbiamo coinvolto i ragazzi in un percorso di approfondimento che, partendo dal concetto di Giusti fra le Nazioni (vengono così identificate quelle persone non ebree che mettendosi in gioco hanno salvato cittadini ebrei perseguitati durante la guerra), è stato esteso al concetto di Giusti dell’Umanità: abbiamo quindi proposto agli studenti una serie di biografie di donne e uomini che nel momento di necessità hanno operato in passato e operano tuttora per il bene, come ad esempio la Guardia Costiera. Abbiamo fornito loro più contesti per far capire che sta all’uomo scegliere come agire per il bene anche nei momenti più bui della storia e alla fine sono stati proprio i giovanissimi verucchiesi a scegliere le sei figure di Giusti dell’Umanità che saranno ricordate nel Giardino di Villa Verucchio” rivelano proprio Panozzo e Di Luca.

Il primo giardino dei Giusti dell'Umanità

Quello di via Giuseppe di Vittorio si è sviluppato in una duplice direttrice: il primo ha visto la realizzazione di un percorso pedonale lungo il quale il visitatore troverà sei targhe, una per ogni figura prescelta di cui verrà fornita una breve descrizione, e accanto a un qr code per collegarsi al sito Gariwoo (partner del progetto) ove sarà possibile scoprire la biografia completa. All’ingresso dello spazio verde è stato invece posizionato un totem che spiega il significato del Giardino e dei Giusti dell’Umanità, e grazie a sua volta a un Qr Code collegato al sito di Gariwo, il Giardino verucchiese entra nell’omonimo circuito nazionale.

Le figure tributate in questo 2024 (con la speranza che il progetto possa continuare arricchendo ogni anno il Giardino di figure Giuste) sono: Azucena Villaflor (Una delle madri argentine di Plaza De Mayo, donna che guidò la protesta per i desaparecidos e fu incarcerata e uccisa dalla dittatura), Fernanda Wittgens (Critica dell’arte milanese che divenne direttrice della Pinacoteca di Brera sostituendo Modigliani rimosso per le sue idee antifasciste e mantenne rapporti con lui, salvò opere d’arte e rifugiati razziali durante la guerra diventando uno dei simboli della Resistenza. Tanto da essere arrestata e condannata), Guido Morganti (Un sarto di Cattolica che protesse e salvò le famiglie Finzi e Rimini che si erano rifugiate qui in Romagna), Pierantonio Costa (Emigrato da Mestre in Congo a 15 anni, si trasferì in Ruanda dove divenne imprenditore di successo e console italiano e nel genocidio del 1994 riuscì a salvare collaborando con le Ong e la Croce Rossa quasi 2000 persone, tra cui 375 bambini di un orfanotrofio), Yusra Mardini (Una giovanissima nuotatrice di Damasco che nel 2015 insieme alla sorella Sarah nuotò tre ore in mare tenendo a galla la barca di migranti cin cui scappava dalla Siria e nel 2016 ha sfilato con la bandiera dei rifugiati all’Olimpiade di Rio de Janeiro) e le donne e degli uomini della Guardia Costiera Italiana (ogni giorno operano silenziosamente, lungo tutte le coste italiane e in particolare nel tratto di mare intorno all’isola di Lampedusa, per salvare decine di migliaia di profughi in fuga da povertà, conflitti e violenze).

I giusti dell'umanità

E’ nel dicembre 2017 che il Parlamento inserì la Giornata dei Giusti dell’Umanità all’interno del calendario civile della Repubblica italiana, con lo scopo di promuovere una riflessione condivisa sui temi della solidarietà, della responsabilità individuale e della tutela dei diritti umani. Il titolo di Giusti dell’Umanità viene assegnato alle donne e agli uomini che “in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.” (Legge 20 dicembre 2017, n. 212 Istituzione della Giornata dei Giusti dell’Umanità 6 marzo).

I Giardini dei Giusti dell’Umanità “sono libri aperti che raccontano le storie dei Giusti”, stanno sorgendo in tanti paesi e città - in Italia e nel mondo - e sono i luoghi in cui i nomi di queste donne e di questi uomini vengono ricordati.

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