Mense scolastiche, oltre mille euro all'anno: Rimini tra le più care d'Italia

L'Emilia-Romagna vanta le tariffe piu' alte sia per la scuola dell'infanzia che per la primaria, con 1.000 euro annui in media, la Calabria la piu' economica, con poco piu' di 500 euro all'anno

Rimini tra le città più care per la ristorazione scolastica. E' quanto emerge da un'indagine condotta su tutti i capoluoghi di provincia, fra settembre e i primi di ottobre, da Cittadinanzattiva, che ha rilevato, sia per la scuola dell'infanzia che per la primaria e la secondaria di primo grado, il costo medio della refezione scolastica per famiglia tipo composta da tre persone (genitori con un figlio) con reddito lordo annuo pari a 44.200 euro, al quale corrisponde un Isee di 19.900 euro.

L'organizzazione ha esaminato per ciascun capoluogo di provincia il costo del singolo pasto, quello mensile (su 20 pasti) e quello annuale (su nove mesi). Oltre 700 euro, tanto spende annualmente una famiglia tipo per pagare la mensa scolastica del proprio figlio: precisamente 728 euro sia per la scuola dell''infanzia che per la primaria. Ebbene, l'Emilia-Romagna vanta le tariffe piu' alte sia per la scuola dell'infanzia che per la primaria, con 1.000 euro annui in media, la Calabria la piu' economica, con poco piu' di 500 euro all'anno.

Una differenza pari al 100% non giustificata esclusivamente dal costo della vita. Sopra la media nazionale per la retta della mensa nella scuola primaria, oltre all''Emilia-Romagna, il Piemonte (860 euro all'anno), la Liguria (857), la Valle d'Aosta (835), la Basilicata (833), la Lombardia (820), la Toscana (799) e le Marche (785). Al di sotto della media nazionale: di poco il Friuli Venezia Giulia (694) e il Veneto (674), seguono il Lazio (650), la Sardegna (626), la Puglia (616), il Molise (609), la Campania (592), la Sicilia (579), l''Abruzzo (572) e ultima la Calabria (517).

A livello di aree geografiche, al Nord le tariffe piu' costose (circa 93.96 euro mensili sia per l''infanzia che per la primaria), segue il Centro (94 euro per l''infanzia e 78 per la primaria), meno caro il Sud (64 euro per l''infanzia, 67 per la primaria). Fra i capoluoghi di provincia, Livorno e Ferrara al primo posto nella top ten delle citta' piu' care, con 128 di retta media mensile. Colpisce la presenza, nella lista dei dieci capoluoghi piu' cari, di Potenza (113) e Tempio Pausania (108). Fra i capoluoghi con rette annuali superiori ai 1.000, anche Reggio Emilia (1.100), Rimini (1.080), Forli' e Pesaro (1.062), Torino (1.042), Barletta e' la provincia meno cara per la ristorazione scolastica con 32 euro mensili per una famiglia tipo.

Nella lista delle meno care, presenti molti capoluoghi del Sud, ad eccezione di Latina (46 mensili) e di Roma (45) che risulta la meno cara fra le citta'' metropolitane. Quelli del ''caro mensa'' rientrano fra i dati ed i punti di vista emersi oggi nell''ambito di "Mensa a scuola: costi, qualita' e... nuove prospettive?", l'evento promosso da Cittadinanzattiva. I dati fanno riferimento a due indagini svolte dall''organizzazione: una che ha coinvolto sperimentalmente le mense di 79 scuole di 13 regioni, per raccogliere, tramite 221 indicatori, dati osservabili e dati percepiti su qualita', sicurezza, igiene, trasparenza, costi, sprechi, rifiuti, partecipazione legati al servizio di ristorazione scolastica. (fonte Dire)

L'ATTACCO DELLA LEGA NORD DI RIMINI - "Dopo la pubblicazione dei dati inerenti il costo medio della refezione scolastica fotografati da Cittadinanzattiva si potrebbe dire, senza esagerare, che a Rimini l’istruzione è un lusso". A dichiararlo è il consigliere comunale del Carroccio Matteo Zoccarato che commenta così l’indagine
sulla qualità dei pranzi nelle scuole e il costo medio a carico dei genitori. "A monte di questo drammatico scenario che affligge le famiglie riminesi, costringendole a fare i conti con costi aggiuntivi e ulteriori servizi a pagamento, c’è la mirata volontà, da parte della Giunta, di colpire la scuola pubblica, privatizzando, esternalizzando, e imponendo tariffe fuori mercato. Sei euro a pasto per un totale annuo di 1.080 euro: questa la "bolletta" salata per la refezione scolastica. Rette e costi folli che non sono per tutti e che colpiscono un diritto primario ma che i riminesi sono costretti a digerire poiché in molte realtà scolastiche locali, ai bambini è vietato portarsi il pasto da casa. A questi imperat della Giunta Gnassi sulla gestione della rete scolastica riminese, si aggiunge, già dallo scorso anno, l’esternalizzazione a pagamento e con un canone mensile di circa 40,00 € del servizio di pre e dopo scuola, al
momento in stand by a causa dell’insufficienza di minori aderenti all’iniziativa. Con queste premesse infatti, molti genitori sono stati costretti a scegliere tra l’entrare in ritardo a lavoro o sborsare l’ennesima gabella di centinaia di euro a palazzo Garampi".

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