Teatro Galli: l’area archeologica sarà trasformata in un percorso museale

Uno straordinario e inedito racconto della storia di Rimini, dall’epoca romana a oggi, ‘celato’ dal Teatro Galli destinato a tornare alla luce dopo.

Uno straordinario e inedito racconto della storia di Rimini, dall’epoca romana a oggi, ‘celato’ dal Teatro Galli destinato a tornare alla luce dopo. Ci sono anche i resti di un antico edificio di medio-tarda età imperiale tra i ritrovamenti emersi nel corso della campagna di scavi archeologici effettuati nella zona interna del Teatro Galli, una importante testimonianza della storia della città che l’Amministrazione Comunale, in sinergia con le Soprintendenze per i Beni Archeologici ed Architettonici, intende valorizzare e finalmente ‘offrire’ alla visione di cittadinanza e visitatori.

Il già programmato progetto di ‘area archeologica’, inserito negli interventi per la ricostruzione del Teatro Galli, è stato dunque ridefinito e ampliato, proprio alla luce dei significativi e importanti reperti emersi dalle indagini curate dall’impresa Akanthos di Cesena e che le Soprintendenze per i Beni Archeologici ed Architettonici hanno valutato di notevole interesse storico. Dalla campagna di scavi è infatti emersa una stratificazione ricca ed esaustiva, che ripercorre le tappe che la città ha attraversato, dall’epoca romana in poi. Un patrimonio e una documentazione storica che rappresentano un valore aggiunto nel percorso avviato di ricostruzione del Teatro Galli.

Un tesoro che per questo sarà restituito alla città, attraverso la creazione di un vero e proprio percorso museale sotto la platea. Quest’area, a cui si potrà accedere in maniera indipendente rispetto al teatro, consentirà ai visitatori di poter vedere alcuni resti di un edificio romano di età medio-tarda imperiale a tre navate absidale. Oltre ai reperti, il progetto prevede l’allestimento di una sala dove sarà possibile con strumenti multimediali, e non solo, approfondire ciò che emerso dagli scavi, oltre ovviamente alla travagliata storia del Teatro Galli. A tal proposito è stato già realizzato un video - prodotto dal Comune di Rimini ed Akanthos in collaborazione con le Soprintendenze per i Beni Archeologici ed Architettonici e mostrato questa mattina al Soprintendente per i beni archeologici Marco Edoardo Minoja e all’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini - che servirà a ‘raccontare’ per immagini e proiezioni le varie fasi storiche che si sono alternate e che nei secoli hanno seminato ‘tracce archeologiche’ dove adesso sorge piazza Malatesta e le mura del Teatro Galli.

Dopo la Domus del Chirurgo, straordinaria testimonianza del II secolo dopo Cristo e che ha permesso di ricostruire nei dettagli un ‘pezzo’ di quotidianità romana, si avrà dunque la possibilità di avere a disposizione un’altra ricca documentazione della vasta e importante storia della città. Un lavoro - che ha visto coniugare l’esigenza di restituire il teatro alla città alla necessità di dare la giusta valorizzazione a quanto la storia ha lasciato – che è stato possibile grazie ad una stretta e fattiva collaborazione tra tutti gli enti coinvolti, ovvero Amministrazione Comunale, Direzione Regionale per i beni culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna e Soprintendenze per i Beni Architettonici e per i Beni Archeologici.

“Il recupero e l’ampliamento dell’area archeologica del teatro Galli- commenta il sindaco Andrea Gnassi - diventerà il tassello di un puzzle unico di valorizzazione del centro storico in chiave storica, artistica, ambientale. Sta prendendo forma un progetto innovativo, tra restauri e riqualificazioni di piazze e vie, traguardato a proiettare Rimini in una dimensione nuova e ancora più attrattiva anche sul fronte turistico. Di questo progetto, cominciato con i lavori per il Teatro Galli, beneficeranno i residenti e le famiglie a cui sarà restituito un pezzo di città ora confuso nelle funzioni e insicuro nell’utilizzo, e gli ospiti, che in un quadrante di qualche centinaio di metri saranno immersi in un vero e proprio ‘viaggio nel tempo’, passando dalle vestigia della Rimini Romana alla Casa del Cinema dedicata a Federico Fellini, alle rappresentazioni verdiane del recuperato Teatro Galli all’agile maestosità di Castelsismondo. Un vorticoso itinerario ‘dal vero’ in 2000 anni di storia che per Rimini - i suoi cittadini, le sue imprese, le sue attività commerciali - sarà leva per una storia mai scritta, che non mancherà di garantire una nuova stagione di sviluppo e l’opportunità di lasciarsi alle spalle la crisi economica generale”.

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