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Teatro Galli, polemica rovente: il Comune difende il progetto

Il Comune, comunque, tirerà avanti per la sua strada: ''Dopo anni di discussioni e polemiche - scrive in una nota l'assessore alla cultura, Massimo Pulini - credevamo di esserci lasciati alle spalle la fase dello scontro"

Polemica rovente sul teatro Galli. Martedì l'affondo di diverse associazioni culturali - Italia Nostra, Comitato per la bellezza, Associazione Bianchi Bandinelli e Associazione Rimini Citta' d'arte 'Renata Tebaldi' - per chiedere la ricostruzione del Teatro Galli di Rimini, ''come era e dov'era''. Quindi è arrivata la risposta dell'amministrazione comunale riminese, che si è detta sorpresa dai toni ''distruttivi'' dell'attacco.

Il Comune, comunque, tirerà avanti per la sua strada: ''Dopo anni di discussioni e polemiche - scrive in una nota l'assessore alla cultura, Massimo Pulini - credevamo di esserci lasciati alle spalle la fase dello scontro, per guardare finalmente avanti verso quell'obiettivo che non è più così lontano: la tanto attesa ricostruzione e riapertura del Galli, il teatro della città. Ci ha quindi sorpreso leggere l'intervento dai toni 'distruttivi' dell'associazione Rimini città d'arte 'Renata Tebaldi', che in questa occasione ha chiamato in causa importanti figure intellettuali''.

A giudizio di Pulini, riporta l'Ansa, ''peccato che coloro che hanno ispirato questo documento non abbiano fornito ai firmatari il reale quadro dei processi che hanno portato ai sondaggi e al progetto per la ricostruzione, dando loro elementi che non hanno corrispondenza con la realtà. Partiamo dal primo punto - osserva l'assessore riminese -: in nessun modo si andrà a intaccare l'area del fossato del Castello, come invece incautamente viene detto dall'associazione. Non esiste lo scenario di distruzione che viene dipinto. La struttura rispetterà rigorosamente i perimetri, sia laterali sia verticali, del teatro polettiano. L'impegno del cantiere è quello di realizzare un'asola archeologica, per rendere visibile e visitabile alcune parti murali del fossato. Come detto, il rispetto del perimetro è anche verticale: nel documento ad esempio si parla di torre scenica, come se questa dovesse svettare. Anche questo è assolutamente falso''.

Anzi, sottolinea nuovamente Pulini, ''proprio nell'ottica della ricostruzione filologica cara all'associazione e che rappresenta l'approccio scelto dall'Amministrazione, si andrà invece alla rimozione del pavimento musivo ritrovato per la sua valorizzazione, recupero che l'associazione definisce addirittura uno 'scempio'''. Secondo l'assessore alla Cultura della città romagnola, ancora, ''non deve passare inosservato inoltre l'ingeneroso attacco contro la direzione e le soprintendenze coinvolte, che in una materia così complessa hanno guidato, collaborato e assistito l'amministrazione comunale in tutti i passaggi istituzionali per ottenere i pareri fino al ministero, uniti dall'unico intento di riconsegnare alla città il teatro Galli''. Lo spirito che muove il progetto di ricostruzione del Teatro, chiosa Pulini, ''si articola su tre piani di lavoro inevitabili e obbligati: il restauro conservativo di una parte, la ricostruzione filologica di un'altra e la ricostruzione con l'adeguamento al suo interno di attrezzature e di vani, di locali tecnici, adeguati all'utilizzo di un teatro 'vivo'''.

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