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"Tempesta emotiva", la Cassazione annulla lo sconto di pena nell'omicidio di Olga Matei

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale di Bologna che aveva impugnato la sentenza della Corte d'Assise di Appello nell'omicidio di Olga Matei

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale di Bologna che aveva impugnato la sentenza della Corte d'Assise di Appello nell'omicidio di Olga Matei. Una sentenza che fece discutere: venne infatti ridotta la condanna dell'assassino da 30 a 16 anni in quanto la perizia psichiatrica aveva rilevato una "tempesta emotiva" dell'imputato, 'giustificando' in parte il raptus omicida che aveva portato alla morte della povera donna.

La Cassazione ha però detto "no" alle attenuanti per l'assassino, Michele Castaldo. I giudici della Suprema Corte, presieduta da Monica Boni, hanno annullato con rinvio la sentenza d'appello. Ci sarà quindi a Bologna un processo d'appello bis per l'uomo che al momento si trova rinchiuso nel carcere di Ferrara. Tra le attenuanti che avevano portato al cospicuo sconto di pena, oltre alla perizia psichiatrica, anche il fatto di avere confessato il delitto, il non essere censurato e l'intenzione di risarcire la famiglia per il danno causato. La sentenza della corte d'appello aveva fatto scalpore: si era mobilitata tutta Italia contro quello che era stato ritenuto uno sconto di pena ingiusto e che non rendeva giustizia ad Olga, uccisa a Riccione 3 anni fa.

L’omicidio avvenne al culmine di una lite, quando Olga, di fronte a un uomo che le manifestava insicurezza e paura di essere tradito, gli chiese di andarsene. "Ho perso la testa perché lei non voleva più stare con me. Le ho detto che lei doveva essere mia e di nessun altro. L'ho stretta al collo e l'ho strangolata", raccontò Castaldo. Una volta tornato a casa bevve del vino con farmaci, provando a uccidersi, e scrisse un messaggio a una cartomante che frequentava da qualche tempo: "Cambia lavoro, l'ho uccisa e mi sto togliendo la vita, non indovini un c...".

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