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Tentata rapina al medico, per il giudice non ci sono dubbi: "U pesante" resta in carcere

La tentata rapina si era consumata la sera del 7 marzo. Erano circa le 22 quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile aveva udito 3 colpi di arma da fuoco provenire dal complesso residenziale “Leon Battista Alberti”

Resta in carcere il terzo componente della banda responsabile della tentata rapina allo studio di un noto medico riminese: il 31enne, soprannominato dai complici "U Pesante", “palo” durante il fatto consumatosi il 7 marzo scorso, era stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini il 21 marzo mentre si nascondeva nell’abitazione dei suoceri a Montesilvano (Pescara). A deciderlo è stato il gip di Rimini.

IL FATTO - La tentata rapina si era consumata la sera del 7 marzo. Erano circa le 22 quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile aveva udito 3 colpi di arma da fuoco provenire dal complesso residenziale “Leon Battista Alberti”. Giunti sul posto, gli uomini dell'Arma hanno subito identificato due componenti della banda.  Più complessa invece l’articolata attività d’indagine per identificare e dimostrare il coinvolgimento del terzo componente della banda di rapinatori.

I Carabinieri, hanno analizzato il traffico telefonico della zona e successivamente intercettato alcune comunicazioni telefoniche d’interesse. Il tutto è stato rapportato alla magistraturache, concordando con le inconfutabili risultanze investigative degli uomini dell’Arma, ha emesso inizialmente un decreto di “fermo di indiziato di delitto”. Dopo l’interrogatorio di garanzia del gip di Pescara, non sussistendo alcun dubbio sull’identità del terzo rapinatore, il gip di Rimini ha firmato l’ordinanza restrittiva eseguita mercoledì dai Carabinieri.

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