Padre e figlio si difendono: "Siamo stati noi ad essere stati aggrediti"

Accusati del tentato omicidio di un marocchino, entrambi negano che all'origine della lite ci siano state questioni di droga

Sono stati sentiti martedì mattina dal gip, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, padre e figlio accusati di tentato omicidio nei confronti di un marocchino 25enne accoltellato in piazza a Coriano sabato sera. I due, di 21 e 45 anni origini foggiane difesi dall'avvocato Massimiliano Orrù, hanno ricostruito in maniera molto diversa la vicenda sostenendo di essere stati aggrediti per primi dal nordafricano. Secondo quanto emerso sabato sera il 25enne, in preda ai fumi dell'alcol, si era presentato sotto casa dei pugliesi iniziando ad inveire nei loro confronti. Vedendo il 45enne che si fumava una sigaretta, il marocchino avrebbe supposto che si trattava di uno spinello iniziando a chiedere insistentemente del "fumo" all'uomo. Quest'ultimo, innervosito, lo avrebbe quindi scacciato dal davanti dell'abitazione aumentando la furia del nordafricano.

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Sempre secondo il racconto del 45enne, a questo punto il marocchino avrebbe iniziato a mandargli una serie di messaggi intimidatori. "Se sei un uomo vieni giù a regolare i conti", gli avrebbe scritto il 25enne ed è stato a questo punto che l'uomo è sceso in strada non prima di aver afferrato un coltello da cucina. Una volta in piazza i due, faccia a faccia, hanno iniziato ad azzuffarsi e sarebbe stato a questo punto che il foggiano avrebbe ricevuto un paio di pugni al volto. Vista la situazione il figlio 21enne è accorso per aiutare il padre, venendo picchiato a sua volta dal nordafricano, e il 45enne ha quindi afferrato il coltello scagliando i fendenti all'addome del 25enne. Entrambi i pugliesi, inoltre, hanno rigettato le accuse secondo le quali all'origine della zuffa ci sarebbero stati dei debiti di droga contratti dallo straniero. Al momento il gip si è riservato se emettere una misura cautelare nei confronti degli accusati che, da sabato, si trovano in carcere.

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