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Sparatoria a San Giuliano, arrestato 22enne: "E' l'esecutore materiale dell'agguato"

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini hanno assicurato alla giustizia un 22enne napoletano

Svolta nelle indagini relative all'agguato del 5 aprile scorso a Rimini ai danni del 51enne Augusto Mulargia, già sfuggito in un tentativo di omicidio nel 1995. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini hanno assicurato alla giustizia un 22enne napoletano. Sul ragazzo si erano da subito concentrati i sospetti degli investigatori dell’Arma (coordinati dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi), che a distanza di pochi giorni dal sanguinoso episodio avevano effettuato l’esame "stub" per la ricerca di residui di polvere da sparo sull’auto di proprietà dello stesso, una Smart decapottabile, che per colore e targa, risultava compatibile con la vettura notata da alcuni testimoni in via Carlo Zavagli sul luogo dell’agguato ed utilizzata dai due soggetti facenti parte del gruppo di fuoco, che a dire dei testimoni, mentre erano all’interno del veicolo, fumavano nervosamente.

Altro fondamentale elemento è stato fornito dall’esame per la comparazione del Dna, effettuato nei laboratori del Ris di Parma su alcuni mozziconi di sigaretta opportunamente repertati sul posto dalla Squadra Rilievi. L’esito di tali accertamenti ha consentito di appurare che il profilo genotipico estrapolato da due degli otto mozziconi di sigaretta repertati sulla scena del crimine corrispondeva con il profilo genotipico del 22enne, confermando la sua presenza sul luogo dell’agguato. A tali positivi riscontri vanno aggiunti anche quelli acquisiti grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché lo studio dei tabulati telefonici, hanno fornito un quadro accusatorio chiaro, preciso e concordante nei confronti del campano, nei confronti del quale sono stati raccolti numerosi indizi di colpevolezza, che non hanno lasciato spazio ad alcun dubbio circa il suo coinvolgimento nel tentato omicidio, come esecutore materiale dell’agguato.

Il provvedimento di fermo è stato emesso nei confronti del 22enne, oltre che per la gravità del quadro accusatorio, anche per il concreto ed attuale pericolo che lo stesso si desse alla fuga, poiché l’indagato da circa due mesi si era reso irreperibile, allontanandosi dalla provincia di Rimini, sin dal momento in cui veniva informato circa la sua posizione di indagato. Lunedì è stato rintracciato dai militari del Nucleo Investigativo di Rimini in Montecchio di Vallefoglia (Pesaro Urbino). Ora si trova in carcere con l'accusa di tentato omicidio, con l’aggravante della premeditazione, nonché di porto abusivo di arma comune da sparo.

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