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Terapie sperimentali per curare il tumore ai reni

Questi vaccini infatti stimolano le difese dell’organismo e i linfociti a combattere le cellule malate del tumore

La terapia vaccinica delle neoplasie maligne sta sempre più diventando una realtà. Come noto i vaccini iniettati sotto la pelle del paziente vengono utilizzati ampiamente per combattere le infezioni e le malattie infettive, ma oggi hanno trovato ampio sviluppo nei tumori maligni. Questi vaccini infatti stimolano le difese dell’organismo e i linfociti a combattere le cellule malate del tumore. La vaccinazione antitumorale si è ampiamente affermata per combattere il tumore dell’utero.

E’ infatti attiva nelle adolescenti della nostra regione la “campagna vaccinica” per prevenire lo sviluppo dello stesso. Nel reparto di Oncologia di Rimini e Cattolica, diretto dal dottor Alberto Ravaioli, sono iniziati protocolli di terapia sperimentale nel tumore del polmone con l’acronimo MAGRIT, nel melanoma con acronimo PRAME e oggi anche nel tumore renale.


Quest’ultimo è un vaccino composto da 12 antigeni tumorali, non tossici per il paziente, che vengono iniettati sottocute, e associato alla terapia target con Sunitinib. Questo studio è iniziato già presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini e presso il “Cervesi” di Cattolica, e verrà offerto ai pazienti che presentano le caratteristiche immunologiche per poterlo eseguire (positività agli antigeni HLA 1 e 2).

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