Cronaca

Terremoto calcio scommesse, 5 arresti a Rimini e coinvolto il Santarcangelo calcio

L'operazione della squadra Mobile di Catanzaro vede coinvolte squadre di Lega Pro e serie D in tutta Italia. A tirare le fila delle scommesse due organizzazioni criminali

Una vasta operazione è stata portata a termine dalla Polizia di Stato contro il calcio scommesse. Centinaia di agenti hanno eseguito decine di fermi, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, in oltre venti province italiane. 

Fra gli arrestati figurano calciatori, dirigenti e presidenti di club. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. In Romagna gli inquirenti stanno operando in molte province tra cui Rimini, Forlì, Ravenna e Cesena. Secondo le prime indiscrezioni, i coinvolti erano in grado di truccare decine di partite dei campionati di Lega Pro e serie D. Sarebbero più di 30 le squadre coinvolte tra cui anche Santarcangelo. Questi i nomi dei calciatori della squadra riminese coinvolti nell'operazione: Daniele Ciardi, 41enne magazziniere del Santarcangelo calcio; i calciatori Marco Guidone, 29enne; Francis Obeng, ganese 29enne; Mohamed Lamine Traorè, guineano 24enne; Giacomo Ridolfi, 21enne. Tra gli altri arrestati, il riminese 38enne Massimo Cenni; l'ex direttore sportivo del Bellaria Calcio, il 44enne Gianni Califano; l'ex calciatore e imprenditore Fabio Di Lauro, 40enne residente a Bellaria; Andrea Ulizio 21enne residente a Bellaria, calciatore del San Marino ed ex del Pro Patria e figlio di Mauro Ulizio; Ala Timosenco, 41enne moldava residente a Bellaria  e legata a Fabio Di Lauro e intermediaria/traduttrice con i serbi. Erikson Aruci, n25enne albanese residente a Bellaria e collaboratore di Fabio Di Lauro e legato ad Andrea Ulizio.

L'inchiesta - oltre mille pagine l'ordinanza di custodia cautelare - ha preso il via dalle intercettazioni di Pietro Iannazzo, elemento di vertice della 'ndrangheta di Lamezia Terme, considerata dagli inquirenti una cosca "d'elite della mafia imprenditrice". Le partite del Santarcangelo calcio, finite sotto la lente degli inquirenti, sarebbero 4 del campionato appena trascorso e, in particolare, i match di andata e ritorno contro l’Aquila e di quelle con Prato e Grosseto in trasferta. Secondo gli inqurenti, il magazziniere Ciardi sarebbe stato quello che controllava lo spogliatoio del Santarcangelo, tramite i 4 giocatori coinvolti, e che si occupava dei pagamenti per "l'aggiustamento" della partita dopo aver ricevuto i finanziamenti. Tra gli arrestati anche l’ex Direttore Generale del Bellaria Mauro Ulizio, ora alla Pro Patria, che risulta tra i personaggi che tiravano le fila delle combine anche attraverso il figlio Andrea, calciatore, che da dentro lo spogliatoio cercava di condizionare l’esito dei match.

In una nota stampa, il Santarcangelo Calcio spiega di apprendere "con stupore e rabbia dagli organi di stampa che alcuni nostri tesserati sono coinvolti in questa inchiesta relativa al calcioscommesse. La società non solo si dichiara estranea ai fatti, ma anche parte lesa, alla luce delle 4 partite del Santarcangelo Calcio finite sotto inchiesta tutte e 4 perse dalla nostra squadra (Prato-Santarcangelo 3-0, Santarcangelo-L’Aquila 0-1, Grosseto-Santarcangelo 1-0, L’Aquila-Santarcangelo 2-1). La società pertanto si è già attivata tramite i propri legali al fine di tutelare la propria immagine, che da quasi un secolo di storia si è sempre contraddistinta per trasparenza e sportività, e di procedere nei confronti di tutti i suoi tesserati che possono aver arrecato danno ai suoi colori e ai valori dello sport. In attesa che il tutto venga chiarito nelle sedi opportune, il Santarcangelo Calcio si dichiara sereno e fiducioso sul corso della giustizia. Qualora trovassero conferma i capi di accusa rivolti ai suddetti tesserati, questo avvalorerebbe ulteriormente la nostra salvezza".

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