Arlotti ricorda il Maestro in Parlamento: "Fellini e la sua opera sono un patrimonio dell’umanità"

"Ricordare una figura universale come quella di Federico Fellini significa commemorare un genio capace di precorrere i tempi". Il deputato riminese del Pd, Tiziano Arlotti, ha reso omaggio giovedì mattina alla Camera alla figura del Maestro

"Ricordare una figura universale come quella di Federico Fellini significa commemorare un genio capace di precorrere i tempi". Il deputato riminese del Pd, Tiziano Arlotti, ha reso omaggio giovedì mattina alla Camera alla figura del Maestro, scomparso il 31 ottobre del 1993 a Roma. Il parlamentare democratico dipinge Fellini come "l’artista e intellettuale italiano che più di ogni altro ha segnato il Novecento italiano in ambito internazionale".

"Cinque premi Oscar, innumerevoli riconoscimenti prestigiosi in ogni parte del mondo: a vent’anni dalla sua scomparsa, Fellini continua a essere fonte di ispirazione per artisti e registi cinematografici (tra i tanti Sorrentino, Woody Allen, Tim Burton). L’iter felliniano è costellato di omaggi e riconoscimenti, inclusi la Legion d’onore (’84) e il Praemium dell’Imperatore del Giappone (’90) - ha evidenziato Arlotti -. Appena poche settimane fa, sua Santità Papa Francesco ha rivelato in un’intervista al direttore di La Civiltà Cattolica la sua passione per il cinema italiano, indicando proprio in Federico Fellini il regista da lui più amato, e in La strada il film da lui preferito, in cui ritrova un implicito riferimento a San Francesco".

Il parlamentare riminese ha ricordato che "in un articolo apparso sulla rivista Il Mulino, Oscar Ianussi dedicava a “ciò che resta di Federico Fellini” nell’imminenza del ventennale della morte un interessante articolo, in cui l’autore preventivamente paventava il rischio della “dimenticanza postuma” del regista e dell’intellettuale che continua ancor oggi ad influenzare sensibilmente l’opera dei più giovani colleghi. Un rischio che si mischia al ridimensionamento ad oleografia standardizzata. “Il meglio – continua Iannussi nello stesso intervento pubblicato da Il Mulino -, nell’Italia smemorata, sarebbe ricordare degnamente i propri artisti, al posto di trasformarli in maschere e coriandoli di Amarcord“".

"L’attualizzazione del messaggio di Federico Fellini, bene prezioso anche per “l’esportazione” di un Paese che non può essere conosciuto all’estero esclusivamente per i suoi travagli politico-sociali o per le vicende calcistiche, passa certamente dalle diverse iniziative culturali, che – in maniera più o meno spontanea – stanno captando il tema delle celebrazioni del ventennale - ha aggiunto Arlotti -. Ringrazio per questo il ministro dei Beni e attività Culturali Massimo Bray, che riconoscendo in Fellini “la più alta vetta del cinema italiano, inventore di un genere cinematografico che superando gli schemi della poetica neorealistica ha fatto scuola in Italia e nel mondo”, ha riconosciuto l’interesse culturale dell’opera filmica “Che strano chiamarsi Federico” del regista Ettore Scola, e nella convinzione che il cinema sia uno dei veicoli più efficaci per promuovere la cultura e l’immagine dell’Italia nel mondo si è impegnato a valorizzare l’opera del Maestro Fellini presso gli Istituti di cultura italiana all’estero".

Arlotti ha ringrazio la Rai, nella persona della Presidente Anna Maria Tarantola, "per la sensibilità e l’attenzione dimostrata alla degna celebrazione del ventennale della scomparsa di Fellini attraverso il lavoro di “ripubblicazione” delle opere del Maestro riminese nei palinsesti dei canali televisivi a diffusione nazionale. Ricordare una figura universale come quella di Federico Fellini significa commemorare un genio capace di precorrere i tempi. Nel 1960, il film La dolce vita fu percepito come un’opera scandalosa da parte di alcune autorità ecclesiastiche. L’Osservatore Romano commentò con toni pieni di sdegno “Basta” e “Vergogna”, vi furono prelati che vietarono ai fedeli la visione del film e intimarono di “preservarsi dal pubblico peccatore Federico Fellini”. Oggi, come mostra l’eccellente docufilm “Viva Fellini”, a distanza di oltre 60 anni è lo stesso presidente del Consiglio Pontificio della Cultura, Cardinal Gianfranco Ravasi, a vedere in Fellini un genio per la spiritualità emanata nelle sue opere".

Ha proseguito Arlotti: "Nel 1972 in Italia fu pubblicato il Libretto rosso degli studenti, che causo ad editore e autore un processo per via dei contenuti ritenuti oltraggiosi alla morale comune. Federico Fellini scrisse un’appassionata lettera in difesa della libertà di stampa, sottolineando l’innocenza dei contenuti, promossi da ragazzi sulla scia di un vento nuovo che si affacciava sulla scena dell’Italia e del mondo. E nel 93, quando l’Università di Bologna propose al Maestro la laurea honoris causa, egli rifiutò scrivendo al Rettore una lettera in cui affermava “Mi sentirei Pinocchio premiato dai gendarmi”".

"Solo tre episodi, che però illuminano una personalità straordinaria di genio e poeta, che dalla natale Rimini è arrivato a trasmettere emozioni condivise e comprese in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone - ha concluso il parlamentare riminese -. Fellini e la sua opera sono un patrimonio dell’umanità che l’Italia deve continuare a valorizzare. Così come avviene per i geni di ogni tempo, commemorare oggi la figura di Fellini rappresenta un’occasione straordinaria non solo per fare il punto sull’eredità poetica e intellettuale dell’italiano più conosciuto al mondo (14 milioni di pagine online citano a tutt’oggi il nome di Fellini), ma anche per rilanciare a beneficio dei più giovani il tema della connessione tra futuro del Paese e modernità rappresentata dal genio creativo che è leva di uno sviluppo virtuoso e possibile".

MEDIASET - Nel giorno del ventennale della scomparsa di Federico Fellini, anche Mediaset scrive – per mano del consigliere di amministrazione Gina Nieri - al deputato Arlotti in risposta alla sua richiesta di commemorare il Maestro. Il network ha programmato numerosi appuntamenti sia sui tre canali tradizionali, sia sulle reti del digitale terrestre. Mercoledì sera su R4 è andato in onda il film Otto e mezzo, mentre stasera lo stesso canale trasmetterà Boccaccio ‘70.

Su Iris, il canale tematico di cinema più seguito sul digitale terrestre, è cominciata invece lunedì la settimana di celebrazioni, con una serie di appuntamenti di storia di cinema e di dibattito con critici ed esperti che culminerà domenica con una “maratona” di 6 film del grande regista di cui Mediaset detiene i diritti: Boccaccio ‘70, Amarcord, lo Sceicco bianco, I vitelloni, Otto e mezzo, Giulietta degli spiriti. Su tutti i tg e sulla rete all news TGCom24, riferisce infine Mediaset, sarà dovutamente  reso omaggio al Maestro.

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