Tosi: "Per l'intrattenimento serale serve un'unica ordinanza per tutta la provincia"

Il sindaco di Riccione chiede l'intervento del Questore per regolare la cosiddetta movida sul territorio

"Le regole dell'intrattenimento serale devono essere omogenee per tutti i Comuni della provincia di Rimini, che in questo weekend hanno già testato l'efficacia di ordinanze diverse, per questo mi appello al Questore di Rimini, come autorità preposta all'ordine pubblico sul territorio, che incontri i rappresentanti degli Enti locali per raccogliere in un unico provvedimento le regole per la cosiddetta movida". Lo dice il sindaco di Riccione, Renata Tosi, che fa appello appunto al questore di Rimini, Francesco De Cicco, affinché incontri i rappresentanti dei Comuni della provincia di Rimini per un confronto sulle regole da dare quest'estate all'intrattenimento serale. "Regole condivise e omogenee per tutti i territori, in particolare per i Comuni della costa, sarebbero utili ad evitare la selva di ordinanze comunali, con ad esempio differenze di orari, rendendo i controlli di ordine pubblico da parte di polizia di Stato e carabinieri e amministrativi da parte delle polizie locali, più semplici e sicuri". 

"Non solo - dice il sindaco Tosi - servirebbe anche ai pubblici esercizi per lavorare in maniera più distesa, come sempre accaduto in estate. Non credo sia il tempo di polemizzare su un'ora o una mezzora in più o in meno, ora è il momento di trovare soluzioni condivise per il bene di tutti gli operatori e per i turisti. Immaginiamo un turista che sceglie Riccione o piuttosto Rimini come alloggio e poi si sposta, come è sempre accaduto da un territorio all'altro, deve farlo con orologio alla mano e ordinanze sindacali in tasca? Credo che il buonsenso oggi ci spinga ad una collaborazione estesa tra comuni limitrofi a beneficio anche delle associazioni di categoria e del lavoro stesso delle forze dell'ordine che probabilmente quest'estate saranno chiamate ad assolvere compiti di differente natura. E' anche impensabile che polizia di Stato, carabinieri e polizie locali si possano dedicare costantemente, come stanno facendo in queste settimane con grande spirito di servizio, ad una sorta di baby-sitting e guardiani della movida in Riviera. Fintanto che distanziamento e mascherine saranno un punto fermo della stagione 2020, una condivisione ad iniziare dagli strumenti legislativi, come appunto un'unica ordinanza  del Questore come autorità responsabile dell'ordine pubblico valevole per tutti, sembra la strada più sensata". 

LA REPLICA DI SADEGHOLVAAD: "IL SINDACO NON CHIEDA AL QUESTORE COSE CHE NON GLI COMPETONO"
E' arrivata a stretto giro di posta la replica al sindaco di Riccione e, a firmarla, è l'assessore riminese alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad che contesta al primo cittadino l'idea di un regolamento unico per la movida dopo l'epidemia. "Quando il Comune di Rimini pochi giorni fa ha emanato l'ordinanza per gestire al meglio la cosiddetta movida - replica Sadegholvaad - il sottoscritto ha posto la questione in sede di Cosp confrontandosi al riguardo con Prefetto e Questore. Un confronto c'è stato anche con le associazioni di categoria che ancora una volta hanno dimostrato grande serietà  e attenzione al bene comune. Analoga modalità avrebbe potuto intraprenderla il Sindaco di Riccione. In ogni caso non sarò certo io a contestare l'idea di una collaborazione fra istituzioni su un tema delicato come le regole della movida. Non solo sarebbe auspicabile ma, do anche una notizia, è già  stato fatto proprio da Anci, Upi e Regione Emilia Romagna con un decalogo condiviso sulle regole per il tempo libero e la movida. Per confrontarsi e decidere insieme basta volerlo. Quello però che non torna nella proposta del sindaco Tosi è che sia proprio lei ad avanzare questa proposta".

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"Siamo ormai abituati alle fughe in avanti della Repubblica Indipendente Tosiana - attacca l'assessore riminese. - Dai test sierologici all'invito di disobbedire alle leggi in materia di mobilità tra regioni. Boutades in solitaria, francamente non so quanto efficaci. Ma se invochi la condivisione quando sei in palese difficoltà per scelte molto contestate negli ultimi giorni a Riccione...beh mi si permetta almeno di dubitare sulla trasparenza della proposta e il dichiarato spirito collaborativo. È sconcertante peraltro che il sindaco Tosi chieda al Questore di emanare ordinanze che a lui non competono. Chiunque abbia qualche anno di esperienza da amministratore di una città dovrebbe sapere che sono i Sindaci a dover emanare, qualora le ravvisino necessarie, ordinanze che vanno a limitare orari o modalità di servizio dei pubblici esercizi. Noi comunque siamo qui, non scarichiamo la patata bollente a nessun altro, figuriamoci al Questore e se si tratta di unire le forze, io dico bene, meglio tardi che mai! Ma non ci si venga a chiedere di tirare fuori dalle difficoltà proprio chi lì dentro si è cacciato per il gusto protervo di fare sempre il fenomeno, così tanto per farlo".

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