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Tracce di dna nella macchina del killer di Lidia Nusdorfi

La vettura è stata controllata dagli inquirenti dell'Arma che hanno trovato elementi definiti "interessanti" per le indagini. Resta il mistero sulla scomparsa dell'ultimo fidanzato della ragazza uccisa

Hanno dato riscontri positivi i rilievi di tracce biologiche effettuate dai carabinieri, nella giornata di giovedì, all'interno Lancia Y di Dritan Demiraj, il killer di Lidia Nusdorfi uccisa a coltellate nella stazione di Mozzate in provincia di Como. Secondo quanto emerso dalle indagini, i militari dell'Arma hanno trovato elementi giudicati "interessanti" per riuscire a ricostruire una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri. Il primo è proprio quello di scoprire chi si trovava all'interno della Lancia oltre a Demiraj e alla sua nuova fidanzata, una riccionese 35enne che, agli inquirenti, ha raccontato della presenza di una terza persona di nazionalità albanese. L'altro aspetto oscuro della vicenda è la scomparsa dell'ultimo fidanzato della Nusdorfi che è letteralmente sparito dalla circolazione senza lasciare traccia tanto che, della sua sparizione, si è occupata anche la trasmissione Chi l'ha Visto?. Sergio Mannina, questo il nome del ragazzo, era domiciliato in una casa di accoglienza di Bologna e, secondo quanto emerso, la sera dell'omicidio di Lidia sia Demiraj che le altre persone che si trovavano in auto con lui avrebbero fatto una tappa proprio nella città emiliana.

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